Girini nuotano veloci nell’acqua verdastra e densa di una grande vasca circolare, mentre tutt’intorno è un continuo sciamare e ronzare e pungere di zanzare. Decine, centinaia di zanzare. Zanzare tigre, per la precisione. La scena potrebbe far pensare a un paesaggio bucolico, invece ci troviamo nel bel mezzo del cimitero del Verano, a due passi dalla tomba del regista Roberto Rossellini. Una situazione, questa, che si ripete senza soluzione di continuità: delle decine di vasche presenti nel cimitero quasi tutte sono colme fino all’orlo di acqua stagnante e sporca in cui le larve la fanno da padrone. Un habitat perfetto per la riproduzione delle zanzare. Nessuna zona del pur grade cimitero si salva da questa piaga, tranne pochi isolati casi e solo perché le vasche sono vuote. Camminare lungo i viottoli del Verano assomiglia oramai più a un’escursione all’interno di una palude che ad una passeggiata in un tranquillo camposanto e le decine di punture di zanzara che noi abbiamo riportato a casa come “souvenir” ne sono la testimonianza. A peggiorare una situazione già abbastanza difficile si aggiunga il fatto che molti tombini non riescono ad assorbire l’acqua che dalle vasche fuoriesce perché pieni di immondizia e foglie secche. Appaiono allora paradossali le raccomandazioni dell’ Ama affisse sui muri perimetrali del cimitero, nelle quali la partecipata del Comune rifila al cittadino una serie di consigli per scongiurare la proliferazione della zanzara tigre. Nei pressi delle vasche e delle fontane si sono formati ormai dei minuscoli ecosistemi indipendenti, grazie ai quali prosperano, oltre alle zanzare, altre forme di vita: muschi di vario genere e in ogni dove, funghi, girini, lumache. Come nel caso della fontana che si trova sull’Altopiano Pincetto, a pochi metri dalla tomba del poeta romano Gioacchino Belli, dove una famigliola di lumache sosta tranquilla nei pressi dell’acqua palustre e dell’umido muschio, circondata dall’immancabile sciame di zanzare. I versi romaneschi e caustici del poeta, ne siamo certi, sarebbero perfetti per descrivere la scena. In una situazione simile si trova il povero Giacomo Balla, scultore futurista che tanto aveva lavorato sulla velocità e sul dinamismo: ora è costretto a guardare l’immobilità del muschio verdastro che ricopre per intero la fontana vicino alla propria tomba, infastidito dal ronzio delle zanzare. La scena più surreale è però quella che vediamo nel Vecchio reparto Famedio, nei pressi del monumento funebre all’indimenticato Bruno Buozzi, dove due tartarughe sguazzano felici nella fetida acqua di una vasca circolare. La presenza di questo animale rende bene l’idea del tipo di ambiente che si è creato intorno e all’interno delle fontane del Verano. A Roma, quella delle zanzare, soprattutto in estate, è un una piaga. Risolvere situazioni critiche come quella qui descritta aiuterebbe a ridimensionare questo problema.
Troppe zanzare, fuggi fuggi dal Verano
Tra le tombe fontane piene di acqua putrida popolate di larve e parassiti. Visitatori torturati dagli insetti. E non mancano i mucchi d’immondizia LEGGI ANCHE Le fontane delle Ville come paludi
