Roma Capitale

Sequestrati a Buzzi altri beni per 16 milioni

Nell'immenso business delle cooperative gestite da Salvatore Buzzi 16 milioni di euro appaiono come un granello di sabbia. Specialmente se paragonati al totale dei beni cautelati dalla Guardia di...

Nell'immenso business delle cooperative gestite da Salvatore Buzzi 16 milioni di euro appaiono come un granello di sabbia. Specialmente se paragonati al totale dei beni cautelati dalla Guardia di Finanza di Roma a partire dallo scorso dicembre, in occasione della prima indagine Mondo di Mezzo, quella che, tra gli altri, ha portato in carcere Salvatore Buzzi e Massimo Carminati. Ma il sequestro effettuato ieri dai baschi verdi, riguarda comunque, almeno per i cittadini della Capitale, una cifra da capogiro. È stata la Sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Roma a emettere il provvedimento di sequestro eseguito successivamente dal Gico, il nucleo della polizia tributaria. La somma su cui il tribunale ha messo le mani riguarda le quote societarie, il capitale sociale e l’intero patrimonio aziendale della Sarim Immobiliare srl. La società con sede in Viale Palmiro Togliatti, zona sud della capitale, opera nel settore della «locazione immobiliare di beni propri». Il 6 % delle quote appartiene a Emanuela Bugitti, la collaboratrice di Buzzi già colpita, sia nel dicembre scorso che 10 giorni fa, da un ordinanza di custodia cautelare. Un'altro 6% di quote sequestrate era detenuto proprio dal patron della cooperativa 29 Giugno, Salvatore Buzzi. L'1% invece era di proprietà di Carlo Maria Guarany, altro collaboratore di Buzzi, anch’egli arrestato nella prima retata di Mafia Capitale. La Sarim Immobiliare srl inoltre, risulta essere controllata al 48% proprio dalla cooperativa 29 Giugno, mentre per un altro 4% da «Formula Sociale a r.l. Onlus». Queste ultime società erano già state sequestrate nel dicembre scorso. Dalla sede della Sarim, un'unità immobiliare di ben 2750 mq, gli operatori sembrano cadere dalle nuvole: «Non sappiamo nulla del sequestro, siamo commissariati da tempo ma comunque stiamo lavorando». Effettivamente nei locali di via Santa Maria di Loreto, quelli utilizzati dalle cooperative di Buzzi per l'accoglienza dedicata a donne, minori, rifugiati e richiedenti asilo, è possibile vedere un via vai di persone, tra operatori e utenti, che quotidianamente frequentano il posto. A ogni modo anche la sede in questione risulta parte dei 16 milioni di euro sequestrati ieri. Insomma, grazie al lavoro della procura di Roma, della Guardia di Finanza e del Ros, parte dell'immenso patrimonio che i pm ritengono sia stato accumulato illecitamente, sta rientrando nelle mani dello stato, anche se solo in maniera cautelare.

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