Giovanni Malagò può tornare a utilizzare la vasca idromassaggio all'aperto nella sua villa sul lungomare di Sabaudia. Dopo averlo sequestrato a metà dello scorso maggio, la Procura di Latina ha ora disposto il dissequestro dell'impianto installato sulla terrazza di una delle depandance della lussuosa dimora del presidente del Coni. Era stata la Guardia Forestale a scorgere dall'alto la vasca montata su un pavimento in legno all'esterno dell'abitazione, durante una ricognizione in elicottero, nell'ambito dei servizi di monitoraggio del territorio. A seguito di un'ispezione all'interno di villa Malagò, erano scattati i sigilli. Secondo quanto riscontrato dai Forestali, l'impianto sarebbe stato abusivo, perché privo della documentazione relativa all'installazione. Per di più avrebbe violato i vincoli paesaggistici, trovandosi all'interno del Parco nazionale del Circeo, un'area soggetta a tutela ambientale. Terminato il sopralluogo, gli agenti avevano quindi denunciato all'autorità giudiziaria Malagò e il suo custode della villa. Sulla base di questa denuncia, la Procura di Latina aveva chiesto il sequestro della vasca idromassaggio, poi convalidato dal giudice. Secondo la linea difensiva del "numero uno" del Coni non ci poteva essere un abuso edilizio, in quanto la vasca non è un immobile, ma un oggetto d'arredo. I legali hanno quindi presentato ricorso al Tribunale del Riesame. Non è stato però necessario attendere una pronuncia dei giudici, perché, nel frattempo, è arrivato il passo indietro della Procura. È stato lo stesso pm che aveva chiesto di sequestrare l'impianto, a decidere di revocare il provvedimento. Dagli accertamenti investigativi è emerso che la vasca non necessitava di un permesso a costruire, quindi Malagò non avrebbe commesso nessun abuso all'interno della sua villa.
Nella villa di Sabaudia
Malagò, nessun abuso per l’idromassaggio