Dimenticatevi zampillanti e fresche fontane in cui bagnarvi i polsi per contrastare la famigerata e terribile calura romana: nei parchi e nelle ville della Capitale l’unica cosa da cui vostri polsi saranno toccati sarà l’insopportabile pungiglione di una zanzara. Di fresco e di chiaro, dentro queste fontane, non c’è davvero nulla. Solo putrida e verdastra acqua ristagnante, dalla quale prendono il volo migliaia di zanzare pronte a vampirizzare i poveri cittadini romani, in un’estate che si prevede tra le più calde degli ultimi anni. Da Villa Torlonia a Villa Sciarra, passando per Villa Celimontana e Villa Pamphilj, la situazione è sempre uguale a se stessa: nei pressi delle fontane l’ambiente sembra più simile a quello di una palude tropicale che a quello di un parco urbano in cui cercare riparo dall’afa estiva. Gli scarichi delle vasche sono nella maggior parte dei casi ostruiti da immondizia e fogliame e le bocche di erogazione che dovrebbero garantire il ricambio dell’acqua, quando non sono spente, hanno poca pressione. E nessuno, a quanto pare, sembra occuparsi del problema. È quello che accade, ad esempio, a Villa Torlonia, dove non solo le fontane di piccole dimensioni con la loro melma verdastra sono un ricettacolo di larve e insetti, ma addirittura le due grosse piscine nei pressi della Casa dei Teatri si sono trasformate in paludi verdastre in cui migliaia di girini possono crescere sereni e forti. Persino un accaldato Pastore Tedesco, dopo aver pianificato un rinfrescante tuffo, alla vista dell’acqua verde e densa della grande vasca rettangolare, sotto i nostri occhi, cambia rapidamente i suoi piani. Nella vicinissima Villa Paganini la situazione sembrerebbe migliore, ma solo perché in quello che dovrebbe essere un grande corso d’acqua, semplicemente l’acqua non c’è. Anche se, a guardare bene, non mancano delle piccole pozze di acqua ristagnate intorno alle quali è tutto un ronzare e svolazzare di zanzare e insetti vari, dai quali persino le cornacchie girano a largo. Villa Sciarra è forse l’esempio migliore dell’incuria in cui versano le fontane dei giardini romani, anche perché qui sono molte e di gran pregio, abbellite come sono da satiri e sfingi e divinità varie. Questo non ha fermato però il degrado: la prima monumentale fontana che incontriamo, sita proprio all’ingresso della villa, è, infatti, infestata da larve e insetti; poco più in là, la biscia in marmo del gruppo scultoreo della Fontana dei Putti, fosse viva, potrebbe tranquillamente vivere nella paludosa vasca sottostante; la fontana a laghetto della dea Diana è un ricettacolo d’immondizia e zanzare, così come la fontana dei Putti, quella delle Sfingi, quella dei Satiri…Ciliegina sulla torta, a conclusione del nostro viaggio, la triste visione della splendida fontana del giardino della famiglia Pamphilj, sita nell’omonima villa, trasformata dall’incuria in una palude melmosa. Più che di pulizia, forse i parchi romani avrebbero bisogno di una bonifica.
Le fontane delle Ville come paludi tropicali
Nell’acqua sporca e ferma un esercito di insetti
