Roma Capitale

Comunità ebraica, serve accordo per la presidenza

Ha vinto una donna. Nel dopo Riccardo Pacifici arriva il gentil sesso. Già perché su quattro candidati tre erano donne e alle elezioni per il cambio di vertice alla guida della immunità ebraica di...

Ha vinto una donna. Nel dopo Riccardo Pacifici arriva il gentil sesso. Già perché su quattro candidati tre erano donne e alle elezioni per il cambio di vertice alla guida della immunità ebraica di roma vince la lista Per Israele. Ruth Dureghello é il candidato presidente più votato a Roma. Nella giornata di domenica si sono tenute le elezioni per il rinnovo del Consiglio e della consulta. Su 10.885 aventi diritto ha votato il 36,1% in dieci seggi dislocati in tutta la città. Le elezioni sono state vinte dalla lista numero 1, Per Israele, con il 44,08% delle preferenze. Ha raccolto il 22,95% delle preferenze la lista numero 4, Israele Siamo Noi, guidata dalla giornalista Fiamma Nierenstein. La lista numero 2, Menorah, ha raggiunto il 21,37% delle preferenze con Maurizio Tagliacozzo. La lista numero 3, Binah, o meglio conosciuta all'interno della Comunità ebraica di Roma come "quella delle donne" ha infine toccato l'11,6% delle preferenze. Ma a guardare i numeri senza premio di maggioranza la lista dovrà cercare un accordo. Già, perché per circa 40 voti Ruth Dureghello non è automaticamente il nuovo presidente della Comunità ebraica di Roma. La sua lista Per Israele, la stessa dell’uscente non ha raggiunto infatti il 45% delle preferenze (s’è fermata al 44,08%), soglia necessaria per far scattare il premio di maggioranza nel Consiglio (in tutto sono 27 membri). Per governare la comunità, dunque, l'assessore alla Scuola uscente dovrà cercare un accordo con uno degli altri candidati alla presidenza. Nulla e scontato quindi, perché per governare serve, come d'altronde avviene nella politica nazionale, una maggioranza ampia che permetta alla giunta di operare in modo veloce e snello. Ruth Dureghello, già assessore alle scuole, con la lista Per Israele ha usato spesso come slogan: «Siamo il nuovo che continua a costruire assieme». Maurizio Tagliacozzo, imprenditore, con la lista Menorah punta, invece, sulle scuole ebraiche e pensa che la comunità debba essere «meno esposta mediaticamente». Claudia Fellus, esperta nel settore sanità, guida la lista tutta al femminile Binah: «Siamo giovani, imprenditrici, madri e mogli che in una giornata fanno mille cose». Fiamma Nirenstein, giornalista ed ex parlamentare Pdl, corre con la lista Israele siamo noi: «Voglio una comunità più agguerrita e più fiera di se». Insomma posizione diverse. Chi starà con chi ? Anche qui conteranno le poltrone?

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