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Killer di Prati. L’Appello conferma il carcere a vita

Definitiva la condanna all'ergastolo e tre anni di isolamento diurno per De Pau

Diventa definitiva in secondo grado la condanna all’ergastolo per Giandavide De Pau, imputato per il triplice femminicidio avvenuto nel quartiere Prati il 17 novembre 2022. Lo hanno deciso i giudici della Corte d’appello che hanno confermato la sentenza di primo grado, con cui era stato disposto per De Pau il carcere a vita e tre anni di isolamento diurno, accogliendo quindi le richieste della Procura generale.

L’uomo è accusato di «triplice omicidio, aggravato da futili motivi, premeditazione e crudeltà», elemento che era stato escluso in primo grado per due dei tre delitti. De Pau, presente per la prima volta ieri in aula, è imputato per l’omicidio delle cittadine cinesi Li Yanrong e Yang Yun Xiu, uccise in un appartamento di via Riboty, e di Marta Castano Torres, donna di origini colombiane assassinata circa un’ora dopo in un seminterrato di via Durazzo.

La sentenza, arrivata dopo circa tre ore di camera di consiglio, è stata accolta con soddisfazione da parte degli avvocati di parte civile.

«Sono soddisfatto, il riconoscimento in Appello dell’impianto della sentenza di primo grado e del lavoro fatto in questi quattro anni è un risultato importante», ha commentato l’avvocato Emilio Malaspina, che rappresenta i familiari di Marta Castano Torres. «Siamo molto soddisfatti di questa sentenza, è una conferma in toto per quanto riguarda l’imputabilità, la colpevolezza e anche il tema di trattamento sanzionatorio», ha spiegato invece l’avvocato Francesca Romana Mittica, che rappresenta i familiari di Li Yanrong e Yang Yun Xiu. «Sono state confermate tutte le circostanze aggravanti, e ritengo che con una doppia conforme sarà difficile poi per la difesa in Cassazione aprire il terreno a ulteriori questioni», ha concluso. Soddisfazione anche da parte dell’avvocato Agnese Arianna, che rappresenta l’Associazione italiana vittime vulnerabili, «perché il dolore delle vittime è stato trasformato in giustizia con una sentenza». I difensori di De Pau, invece, hanno annunciato il ricorso in Cassazione. «Le sentenze si rispettano, si leggono e poi si decide. In questo caso certamente verrà fatto ricorso in Cassazione - ha dichiarato l’avvocato Alessandro De Federicis -. Ma dobbiamo capire perché le argomentazioni della difesa, che ritenevamo convincenti, non sono state accolte. Ce lo spiegheranno nelle motivazioni, che leggeremo, e poi valuteremo il ricorso».

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