l'editoriale

Strategia del caos e strumentalizzazione degli studenti

Da Torino a Roma a Bologna si ripete lo stesso schema, con una precisione eloquente. Pietre lanciate contro la polizia, assalto a una scuola elementare, clima di aggressione diffusa: non si tratta di episodi isolati, ma di un disegno che utilizza gli studenti come massa di manovra per chi vorrebbe importare in Italia un autunno «francese», fatto di barricate permanenti, tensione continua e delegittimazione sistematica delle forze dell’ordine.

Cercano il morto. È una formula cruda, ma purtroppo aderente al vero. La sinistra politica e quella mediatica, senza alcun motivo concreto che giustifichi un’escalation di questo tipo, sembrano intenzionate a far scivolare il Paese in una fase confusa di rischi e di provocazioni.

Una volta innescato il clima di scontro, la responsabilità verrà scaricata, con la consueta spregiudicata retorica, sulla polizia e sul governo. È una strategia disperata e pericolosa: disperata, perché ricorre al vecchio repertorio della piazza radicalizzata; pericolosa, perché mette a rischio la stessa possibilità di una convivenza civile, trasformando le scuole in teatri di conflitto e gli spazi pubblici in arene di violenza.

Chiunque abbia un minimo di sensibilità liberale quella che difende l’individuo, lo Stato di diritto e la risoluzione pacifica dei contrasti non può restare indifferente. La polizia non è il nemico della libertà: ne è la condizione necessaria di fronte a chi pretende di imporre la propria volontà con la forza. Confondere la protesta legittima con la violenza organizzata è un’abdicazione intellettuale che finisce per favorire soltanto gli estremisti, mentre lascia indifesi proprio i più giovani, usati come strumenti e poi abbandonati al loro destino.

In quest’autunno che qualcuno vorrebbe rendere incandescente, il dovere della politica responsabile è la chiarezza. Gli ipocriti e i furbi ricorreranno al giochino delle «infiltrazioni»: descriveranno una protesta «buona» dentro la quale si sarebbero infilati misteriosi incappucciati. Noi abbiamo il dovere di raccontare la storia vera: gli studenti sono trattati dalla sinistra alla stregua di figuranti e comparse, in pura funzione di scontro. C’è chi scherza con il fuoco.

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