L’adulta nella stanza. Ascoltate Giorgia Meloni, e poi ascoltate i suoi avversari: la sensazione è immediata e quasi fisica. Da un lato l’adulta responsabile, che misura le parole, calcola i rischi, tiene insieme un Paese esposto a guerre, energia e mercati. Dall’altro i ragazzini che fanno caciara, persi in una ricreazione che non finisce mai, tra scioglilingua contro un fascismo che non esiste e una coalizione che è ancora di cartone.
Dopo di che, c’è un fatto nuovo, che Il Tempo aveva già colto nell’intervento di Meloni ad Assolombarda lunedì scorso. Una prudenza estrema. Un approccio assolutamente cauto. Niente fuochi d’artificio, niente promesse da televendita. Solo la serietà di chi non cerca applausi facili.
Cosa accade? Il governo “vede” (ovviamente non lo auspica: lo teme all’orizzonte) un attacco sui mercati contro la Francia, individuata come il nuovo anello debole dell’Eurozona. Debito alto, instabilità politica, deficit che non si addomestica: Parigi è diventata la preda ideale per chi cerca il punto di frattura.
Ora, l’Italia non deve spaventarsi troppo, ma non deve nemmeno sottovalutare i rischi di contagio. I mercati (e chi vi aggiunge desideri di speculazione politica) non fanno distinzioni: quando parte l’onda, le frontiere diventano linee sulla sabbia.
E allora, rispetto alla manovra, occorre riuscire a stare al massimo punto di equilibrio possibile. Tirare la corda al massimo (continuare a tagliare le tasse) ma senza spezzarla: operazione non facile, che richiede la cautela di chi sa che un errore di calcolo costa più di cento slogan.
Certo, c’è qualcosa che fa cadere le braccia ed è l’attuale Ue. Buona parte dei problemi europei sono del tutto autoprocurati. Il patto di stabilità? L’Ue se l’è autoinflitto, con regole scritte in un’epoca che non esiste più. Il Green Deal? Pure, un feticcio ideologico che ha messo l’industria sotto scacco. Il sistema Ets? Pure, un meccanismo che gonfia i prezzi dell’energia mentre i burocrati di Bruxelles si compiacciono della propria virtù.
Possibile che i governi più saggi debbano farsi carico di questi catastrofici errori europei? Che debbano pagare, in disciplina e prudenza, il conto di scelte che altri hanno imposto e che ora nessuno ha il coraggio di correggere? Meloni resta l’adulta. Gli altri continuano a giocare.
