Roma Capitale

Per pulire le caditoie c’è solo un milione

L’intervento interesserà 5 strade in tre quartieri

Un milione di euro per pulire le caditoie in cinque strade è solo l’ultima trovata del Campidoglio. Per far dimenticare che i tombini «intelligenti» a Roma non si possono fare perché mancano i soldi. Il progetto «smart manhole» predisposto da Roma Capitale, Consiglio Nazionale delle Ricerche e Aci Consult, società del gruppo Aci, avrebbe fornito uno strumento per prevenire il problema delle foglie e dei detriti che ostruiscono le caditoie attraverso una manutenzione programmata e controlli più semplici. Così niente più allagamenti. Annunciato a gran voce lo scorso dicembre, è tramontato ben prima dei test programmati per maggio. «Non si può fare per assoluta mancanza di fondi», ha giurato l’assessore capitolino ai Lavori Pubblici Maurizio Pucci, salvo poi raschiare il fondo del barile e trovare un milione di euro per pulire le caditoie in via Ostiense, via Anagnina altezza via Cropani, lungotevere Thaon de Revel e lungotevere San Paolo. Una goccia nel mare, seppure utile per chi in quelle strada ci vive e ci lavora. Un milione che, per altri, potrebbe sembrare invece «buttato della finestra». Ma non era meglio risparmiare qualche soldino ed avere la rete di sensori elettronici che mette in connessione tutti i tombini di Roma con un cervello elettronico che in grado di controllare il livello dell’acqua e far scattare le squadre d’intervento? No! Meglio continuare a ramazzar le foglie dai tombini. «Dove necessario - sottolinea l’assessore Pucci - sarà ricostruito il collegamento tra le caditoie e le fogne principali per ripristinare la funzionalità della rete di raccolta delle acque piovane». Inoltre i tratti di rete non funzionante saranno demoliti e ricostruiti. Nei pozzetti di raccolta delle acque verranno inseriti particolari cestelli che ne faciliteranno la pulizia.

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