Roma Capitale

Forlanini caos dopo furto rame

Reparti in tilt. Bloccate per minuti le macchine di terapia intensiva

Tra l’una e le 2.30 della notte di mercoledì scorso un’interruzione di energia elettrica, a seguito del furto di rame ad opera di ignoti, ha tenuto in allerta pazienti e personale sanitario dell’ospedale Forlanini in via di dismissione, dove ancora operano, come documentato da «Il Tempo», alcuni reparti (circa 50 posti letto di degenza). «Hanno reciso il filo che interessa Radiologia, la Tac è ferma da due giorni, forse riaprirà lunedì. Sono saltati gli appuntamenti programmati, col conseguente allungamento delle liste d’attesa negli altri ospedali dove sono state dirottate le richieste», aggiornano alcuni infermieri del nosocomio. "Gonfiati" i letti antidecubito di alcuni dei malati in osservazione all’Ucri, bloccate per diversi minuti le macchine di respirazione assistita a Terapia Intensiva. L'intervento del personale di emergenza è riuscito ad assicurare in breve tempo la ripresa dell'erogazione della fornitura per i ricoverati. «In considerazione dell'accaduto e nelle more del previsto piano di trasferimento», la Direzione dell'Azienda Ospedaliera ha fatto sapere di aver «potenziato il personale di vigilanza in servizio di ronda, il personale tecnico addetto agli impianti e la disponibilità di presidi di sicurezza», richiedendo anche «alle Forze dell'Ordine di intensificare l'attività di vigilanza del territorio». Dichiarazioni che non fanno il paio con quelle degli operatori sanitari e dei familiari dei ricoverati: «Ieri sera (l’altro, ndr) non c’era nessuno in giro e neppure nella garitta all’ingresso, siamo entrati senza problemi guardandoci pure le spalle per timore nei corridoi». Relativamente alle residue attività sanitarie di ricovero ancora effettuate presso l'ormai ex Ospedale, la Direzione dell'Azienda ospedaliera San Camillo, ricorda ancora come, «già nel mese di Maggio», abbia definito «il piano di trasferimento presso l'attiguo Spallanzani, che ha dichiarato la disponibilità ad accogliere a breve le attività di Chirurgia ed Endoscopia Toracica e di Terapia Intensiva provvisoriamente, in attesa di completare i lavori di adeguamento del S. Camillo. Nell'ultima parte del mese sono programmati gli interventi straordinari di pulizia e bonifica in collaborazione con le Forze dell'Ordine ed i Servizi Sociali del Comune per la gestione e la presa in carico di specifiche situazioni». Due, infine, i nodi ancora da sciogliere: il destino del Museo storico che vanta una collezione di oltre 2.000 reperti umani sotto formalina «e che potrebbe sparire in poco tempo se trascurato o trasferito», rimarca il primario di Medicina Nucleare Lucio Mango, e quello dell’Ucri, che la Cabina di Regia regionale avrebbe intenzione di trasferire al Cpo di Ostia contro il volere delle famiglie dei pazienti che stanno dando battaglia. «Due o tre generazioni – evidenzia il professor Mango – si sono confrontate sugli immediati rimedi da mettere in atto per salvaguardare il Museo del Forlanini, facendo emergere spunti molto interessanti, mentre la Regione ed il Comune erano latitanti». Intanto, con l’assemblea a tutela del Museo andata in scena qualche giorno fa, insieme agli studenti dei corsi di laurea delle professioni sanitarie, è stata lanciata la petizione «Save Forlanini’s Museum», che a breve sbarcherà online.

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