Migliaia di studenti in corteo dal Colosseo al ministero dell’Istruzione, con tensioni provocate da un gruppo di manifestanti a volto coperto che ha lanciato bottiglie e bombe carta contro le forze dell’ordine e utilizzato estintori. E’ il bilancio della mattinata di protesta a Roma, tracciato dalla questura di Roma, gestita dalla polizia senza interrompere il percorso della manifestazione. Il corteo, nato spontaneamente dopo concentramenti davanti a diversi istituti scolastici, si è radunato nell’area del Colosseo e ha raggiunto viale Trastevere, dove ha sede il ministero. Alla mobilitazione hanno preso parte migliaia di ragazzi, arrivati anche da altre province. Per tutta la durata dell’iniziativa, le forze di polizia hanno seguito gli spostamenti dei partecipanti, mantenendo un profilo discreto e assicurando spazi per la protesta in sicurezza. La gestione dell’ordine pubblico si è svolta in una giornata delicata per il centro della Capitale, dove erano in programma anche appuntamenti istituzionali e commemorativi. Tra questi, le iniziative dedicate alla memoria della deportazione nazista degli ebrei romani e un evento internazionale con la partecipazione dei presidenti dei Parlamenti europei e di altre alte cariche istituzionali.
Durante il corteo, un gruppo ristretto di persone con il volto coperto ha messo in atto azioni contro il dispositivo di sicurezza, lanciando bottiglie e bombe carta e dirigendo verso gli operatori il contenuto di estintori. Gli episodi sono stati documentati dalla Polizia Scientifica, che ha raccolto elementi utili alle successive identificazioni. Le condotte della componente minoritaria non hanno compromesso la gestione complessiva della manifestazione. In tarda mattinata, dopo il passaggio davanti al ministero, il corteo è stato autorizzato a proseguire verso la Città dell’altra economia. Qui, dopo un confronto tra i manifestanti rimasti, l’iniziativa si è conclusa. Il materiale acquisito dalla Polizia Scientifica sarà esaminato dagli investigatori della Digos per ricostruire gli episodi e attribuire eventuali responsabilità. Le immagini saranno vagliate dalla Digos per individuare i responsabili dei lanci e ricostruire le singole condotte, distinguendo le responsabilità individuali dal comportamento della maggioranza degli studenti che ha partecipato al corteo
