«Marino clandestino», «Chiudere il campo della Monachina». Si sono riuniti dietro questi striscioni e bandiere tricolore a via Pasquale Pasquini alla Massimina alcune decine di militanti e simpatizzanti di Noi con Salvini. Un presidio organizzato per chiedere la chiusura del vicino campo rom della Monachina, quello da cui provenivano i tre ragazzi che lo scorso 27 maggio si trovavano sull'auto che ha ucciso a Battistini Corazon Abordo Perez. «Gli italiani siamo noi, non quelli che stanno nel campo», urlano i manifestanti, che lamentano dal governo nazionale e locale «razzismo contro gli italiani». Nei prossimi giorni, spiegano inoltre, «vogliamo incontrare il prefetto Gabrielli per la chiusura del campo». «Abbiamo voluto fare questo presidio in un momento in cui sta calando l'attenzione sul tragico avvenimento di Battistini - dice Daniele Giannini, consigliere del XIII Municipio di Noi con Salvini - Giustizia non è stata fatta. Chi ci assicura che guidava il minorenne? Il padre non rischia nulla per falsa testimonianza? A oggi il campo della Monachina continua a ospitare tranquillamente persone che vivono nell'illegalità. È uno dei più piccoli, non ci vuole nulla a smantellarlo». Il gruppo ha anche iniziato una raccolta firme per la chiusura del campo. «Un campo intollerabile, altro che tollerato - dicono al megafono - non è più rimandabile». «Io propongo una cosa: smantellarlo e farci un parco giochi per bambini», urla un altro manifestante, accolto da un piccolo coro invocante la «ruspa» nominata spesso da Matteo Salvini. «Marino è un incapace, ha distrutto questa città - ha concluso Giannini - prima ancora che per Mafia Capitale chiediamo le sue dimissioni per questo. Vogliamo le elezioni a novembre».
Massimina
Presidio a Monachina «Il campo deve chiudere»