C’è voluta la protesta di un operatore, che si è incatenato al suo banco di scarpe ieri mattina, per riaccendere il faro sulla situazione a dir poco difficile in cui versa il mercato Trionfale, il più grande della Capitale, uno dei tre mercati romani costruiti con la formula del project financing, che si è rivelata a dir poco sbagliata, tra conti che non tornano, lavori mai finiti e, soprattutto, operatori scontenti. Secondo il progetto che doveva riportare nuova vita al mercato di via Andrea Doria, fino a quel momento scoperto e su strada, e prevedere, oltre i banchi, un asilo, una biblioteca e numerosi uffici, è rimasto solo il mercato, tutto il resto si è rivelato incompiuto o, peggio, mai realizzato. Gli operatori lamentano che i canoni versati alla Nuova Andrea Doria, che lo ha in gestione, sono troppo alti specie se rapportati ai servizi offerti e giudicati a dir poco insufficienti da parte di chi fatica ad arrivare alla fine del mese e non ce la fa a pagare 300-350 euro al mese. Così, Motran Nasrat, al quale è stata revocata la licenza perché da più di due anni non versa un euro alla società che ha il mercato in gestione ha scelto un gesto eclatante, quello di incatenarsi al banco e affiggere un cartello che richiama i fatti di Mafia Capitale e sul quale l'operatore ha scritto: «Mafia Capitale ha colpito anche me, aiutatemi». «Non si può andare avanti in questo modo – tuona Marino Lorenzetti, presidente del mercato Trionfale – tre licenze sono state già revocate per mancati pagamenti, altre 34 revoche sono in arrivo e per 162 operatori, su un totale di 275, si stanno preparando avvisi di revoca. Da tempo chiediamo una diminuzione dei canoni anche perché è sotto gli occhi di tutti che questa gestione non funziona. Il mercato è sporco, ci sono i topi in giro, i bagni non sono funzionanti eppure alla società che gestisce vengono versati oltre 400 mila euro l'anno». Lorenzetti ha finalmente ottenuto di incontrare lunedì prossimo l'assessore al commercio, Marta Leonori, anche perché a fare da intermediari ci si sono messi la presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, e l'assessore al commercio, Jacopo Emiliani, che hanno convinto Nasrat a interrompere la protesta e a seguirli in Municipio. «Mi hanno assicurato – racconta Nasrat visibilmente affranto – che prenderanno a cuore la questione e mi aiuteranno. Ho perso un ricorso al Tar, la società ha rifiutato qualsiasi trattativa, mi ero offerto di pagare a rate gli arretrati ma hanno detto di no. Ho una famiglia da mandare avanti, se non ho pagato fino ad oggi è perché quei soldi io non ce li ho». Gli operatori sanno bene cosa chiedere all'assessore Leonori. «Vogliamo che la gestione del mercato torni a noi come era una volta – fa sapere Lorenzetti – l'alternativa non c'è, a meno che non si voglia far chiudere una struttura importante come questa».
Caro affitti, così il Trionfale muore
I gestori hanno revocato 3 licenze. In arrivo altri 34 provvedimenti
