Roma Capitale

Il Papa farà aprire un dormitorio per i senzatetto

Andrea Acalia.acali@iltempo.it Nel giorno che la Chiesa italiana dedica alla solennità del Corpus Domini, Papa Francesco all’Angelus ha ricordato che «l’Eucaristia, sorgente di amore per la vita...

Nel giorno che la Chiesa italiana dedica alla solennità del Corpus Domini, Papa Francesco all’Angelus ha ricordato che «l’Eucaristia, sorgente di amore per la vita della Chiesa, è scuola di carità e di solidarietà. Chi si nutre del Pane di Cristo non può restare indifferente dinanzi a quanti non hanno pane quotidiano. E oggi, sappiamo, è un problema sempre più grave». Il Pontefice, come al solito, non si limita alla teoria. Ha spiegato che «non basta affermare che nell’Eucaristia è presente Gesù, ma occorre vedere in essa la presenza di una vita donata e prendervi parte. L’odierna festa evoca questo messaggio solidale e ci spinge ad accoglierne l’intimo invito alla conversione, al servizio e al perdono». E ha ricordato che Cristo «è nel povero che tende la mano, nel sofferente che implora aiuto, nel fratello che domanda la nostra disponibilità e aspetta la nostra accoglienza. È nel bambino che non sa niente di Gesù, della salvezza, che non ha la fede. È in ogni essere umano, anche il più piccolo e indifeso». Mentre il Papa auspica «l’impegno per una società accogliente e solidale», alle parole fa seguire i fatti. E così, dopo le docce e la barberia, arriverà a breve anche un dormitorio per i clochard. Sarà aperto in via dei Penitenzieri, a pochi passi da dove dorme uno di loro, accampato nel ridottissimo spazio del marciapiede sotto il ponte tra l'Ospedale Santo Spirito e la Curia Generalizia dei gesuiti, che ha messo a disposizione i locali lasciati liberi recentemente dall’agenzia viaggi «Raptim». La notizia è stata confermata dall’arcivescovo Konrad Krajewski, l'elemosiniere apostolico. La decisione arriva 27 anni dopo quella analoga presa da Papa Wojtyla ma realizzata, con l'aiuto di Madre Teresa, solo a metà. Nell'inverno 1988, rientrando di notte e sotto la neve dal viaggio in India, Giovanni Paolo II vide i poveri che dormivano sotto i «propilei» di via della Conciliazione, sugli scalini davanti alla Sala Stampa, come accade anche ora. Fu colpito da quella scena e chiese a Madre Teresa di aiutarlo a risolvere il problema. Le Missionarie della Carità aprirono la Casa «Dono di Maria» per le donne senza tetto. Ma agli uomini viene dato solo da mangiare. Francesco ha deciso di rimediare mettendo a disposizione una trentina di posti letto. La struttura aprirà appena saranno ultimati i lavori necessari.

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