Roma Capitale

Riapre la trattoria Romolo ma in una nuova sede

Dopo quattro anni riapre Romolo, storico ristorante a Borgo Pio. Una storia a lieto fine per nulla scontata, visto che sono state tante le vicissitudini e gli intoppi burocratici nei quali il...

Dopo quattro anni riapre Romolo, storico ristorante a Borgo Pio. Una storia a lieto fine per nulla scontata, visto che sono state tante le vicissitudini e gli intoppi burocratici nei quali il titolare, Luigi Perilli, è incappato. Romolo, bottega storica, è stata sfrattata dall'Università Lumsa nel 2011. Il titolare si attiva subito per chiedere al Comune l'assegnazione di un nuovo locale, in vicolo del Campanile, che arriverà soltanto a luglio 2012 dopo tanti bocconi amari da ingoiare, tra i quali il fatto di aver dovuto lottare non poco con un'associazione bulgara alla quale quello stesso locale era stato precedentemente assegnato ma era rimasto in realtà vuoto. Alla fine Perilli riesce ad ottenere quelle famose chiavi e lavora subito ad un progetto di ristrutturazione complesso e molto costoso, che riceve l'ok dalla Sovrintendenza ma non l'autorizzazione del Dipartimento del Patrimonio senza la quale il Dipartimento all'Urbanistica non può procedere ad autorizzare i lavori. Nuovo stop, altri mesi che passano senza poter fare niente perdendo tempo e spesso pazienza tra le stanze di un ufficio e di un altro che, puntualmente, si rimpallano le responsabilità. Nel frattempo scade la licenza per poter continuare ad esercitare l'attività, altro paradosso nel caso di Romolo. Questa licenza, in realtà, gli verrà rinnovata di tre mesi in tre mesi con l'incubo ogni volta di non riuscire ad ottenere la proroga. Perché la proroga non è una condizione che può essere infinita: quando si sospende l'attività di un qualsiasi esercizio commerciale, non importa per quale motivo, la possibilità di mantenere in vita la licenza non può andare oltre i sei mesi. Nel caso di Romolo, però, il Municipio competente si rende conto che non è certo colpa del titolare del locale visto che i permessi li ha, i soldi da investire anche, a mancare appunto è soltanto un timbro che renda possibile che i sogni diventino realtà. Quindi continua a prorogare la licenza facendo però intendere che non può farlo all'infinito. Alla fine l'ok del Dipartimento arriva e Perilli ricomincia a sperare. «Per me e per i miei dipendenti è stata una liberazione – spiega – Abbiamo tribolato più di quattro anni senza sapere se per questo locale ci sarebbe mai stato un futuro. Ora, finalmente, ci sarà l'inaugurazione del nuovo locale, una grande soddisfazione alla fine di questa lunga avventura». Il passato, ormai, è alle spalle, si guarda avanti.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.