«Sto coinvolgendo una mia amica che è un dirigente della Presidenza del Consiglio», spiega Odevaine riferendosi alla possibilità di inserire una persona di fiducia nella commissione della gara relativa all’affidamento dei servizi presso il centro di accoglienza di San Giuliano, in Puglia. «L’amica» che andrebbe posizionata nel ruolo chiave è Patrizia Cologgi. Indagata, la casa è stata perquisita dai militari del Ros. La donna non è una funzionaria qualunque: «Lei è un dirigente di prima fascia della presidenza del consiglio...è stata...adesso vicecapo di gabinetto della Kyenge». La signora Cologgi in passato ha anche ricoperto la carica di ex direttore degli uffici di Protezione Civile del Comune di Roma. Così nel 2005, aveva preso in mano le redini del maxievento relativo al funerale di Papa Wojtyla, incassando i complimenti delle più alte cariche dello Stato. È proprio a lei che Odevine pensa per il «Villaggio temporaneo di San Giuliano di Puglia». L’obiettivo è chiaro: «Creare le condizioni - scrivono gli inquirenti - per l’aggiudicazione al gruppo La Cascina». Vicendda da inserire nel «solco corruttivo dei rapporti che fanno capo a Odevine». Del resto «la Cologgi costituisce un soldato con la vocazione alla corruzione - si legge negli atti - disponibile a dare esecuzione alla volontà di Odevaine e a sostituirlo laddove impossibilitato ad agire in prima persona». «Perché a Mineo sto in commissione per cui a San Giuliano non ce vado in commissione - spiega Odevine - Perché non si può andà in due commissioni sulle due cose più grosse che ci sono in Italia in questo momento no? Non mi pare il caso per cui abbiamo convinto lei...è un soldato insomma..è come fossi io» . «Patrizia Cologgi - spiega il Ros - aveva manifestato la propria disponibilità a essere inserita nella commissione di gara, a fronte della promessa di essere nominata direttore generale di Protezione Civile della Regione Lazio e dell'assunzione di una persona da lei segnalata». Una volta riuscito a piazzare la donna, Odevine «consegnava al funzionario la pennetta contenente il progetto di bando per consentirle di studiarlo e individuare i cosiddetti punti forti idonei a far vincere il Guppo La Cascina». Ma Odevaine viene arrestato.
L’amica della Kyenge vicina al clan
Cologgi, ex vicecapo di gabinetto del ministro, lavorava per Odevaine. L’accusa: "agevolava" gare d’appalto RETTIFICA "Nessun ruolo fiduciario di diretta collaborazione"
