Roma Capitale

Mafia Capitale, Alemanno: "Diffamazione contro di me"

L'ex sindaco querela il primo cittadino Marino, La Repubblica e Il Fatto Quotidiano

"Dopo i soldi in Argentina i voti chiesti all'Ndrangheta: per diffamare una persona le balle a effetto fanno più impressione delle risultanze effettive di un'inchiesta difficile e problematica". E' quanto scrive l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno sul profilo Facebook all'indomani dei 44 arresti nell'ambito dell'inchiesta di Mafia Capitale 2. "Ricordate - scrive Alemanno - quando uscì l'intercettazione di Odevaine che mi accusava di aver portato insieme a mio figlio valigie di soldi in Argentina? Nonostante gli stessi inquirenti avessero sottolineato che non c'era nessun riscontro di queste chiacchiere telefoniche, nonostante non sia mai partita nessuna rogatoria in Argentina per cercare controprove, nonostante l'evidente assurdità di un Sindaco in carica che esporta personalmente valigie di contanti in uno dei paesi più finanziariamente instabili del mondo, questa notizia rimbalzò per settimane negli articoli e nei commenti dei giornali e sui social network. Oggi è la volta dei voti dall'Ndrangheta, nonostante dalle carte degli inquirenti risulti chiaramente come stanno le cose: nell'ordinanza del Gip, infatti, il caso viene citato non per supporre il mio collegamento con la criminalità calabrese, ma per asserire il collegamento tra questi e Salvatore Buzzi. Quando io mi rivolgevo al capo della cooperativa 29 Giugno per chiedere un aiuto elettorale alle Europee del 2014 lo facevo pensando di parlare a uno dei principali esponenti della Lega delle Cooperative e della cooperazione sociale in Italia. Come si fa in ogni campagna elettorale - spiega l'ex sindaco -  in particolare nella campagna europea che ha collegi estesi in più regioni, si interpellano tutti gli esponenti di organizzazioni sociali e di categoria nella speranza che tra i propri iscritti ci siano simpatizzanti di destra da poter orientare nelle preferenze. Io lo feci per tutte le organizzazioni di categoria e per tutti i sindacati dei lavoratori. Non deve stupire, quindi, che c'abbia provato anche con la Lega delle Cooperative e in particolare della cooperazione sociale, perchè tra gli aderenti a queste realtà lavorative ci sono ormai persone di tutti i colori: molta gente che vota a sinistra, ma anche fette significative che votano a destra. Nel marzo del 2014 nessuno sapeva o poteva immaginare che dietro Salvatore Buzzi si nascondesse dell'altro, perchè lui, dalla giunta Rutelli fino al 2 dicembre 2014 con la giunta Marino in carica, è sempre stato considerato come il più accreditato esponente della cooperazione sociale, oltre che come un icona della riabilitazione post-carceraria. Se poi è realmente vero che Buzzi ha deciso di utilizzare suoi contatti col clan Mancuso si tratta di una sua autonoma scelta che non ha mai neanche lontanamente condiviso con me. D'altra parte, nei due comuni dove secondo gli inquirenti questo clan Mancuso ha maggior radicamento io ho avuto riscontri risibili in termini di preferenze: a Limbadi ho preso solo 5 preferenze su 981 votanti e al comune di Nicotera 14 preferenze su 1901 votanti. Nel resto della provincia di Vibo Valentia ho ottenuto un buon risultato, inferiore comunque ad altri candidati di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, grazie allo storico radicamento politico della destra sociale in questa provincia. Tutte queste evidenze non hanno impedito tuttavia al sindaco Marino di diffamare Fratelli d'Italia accusandolo di aver richiesto voti all'Ndrangheta e a due giornalisti di imbastire vergognosi articoli di fondo contro di me. Francesco Merlo su Repubblica, dopo avermi in passato paragonato al Capone ed aver chiesto scusa dopo una mia denuncia per diffamazione, oggi mi paragona a Ciancimino proprio sulla base di questa inesistente richiesta di voti all'ndrangheta. Pietrangelo Buttafuoco sul Fatto Quotidiano, proteso nel suo progetto di portare voti di destra alla Lega diffamando ogni esponente della destra post-missina, s'inventa addirittura che io abbia ricevuto una mail dall'ndrangheta. Questi personaggi, peraltro fra di loro strettamente legati - conclude Alemanno - sono stati da me querelati per diffamazione a mezzo stampa. Tutto questo probabilmente non sarà sufficiente a frenare la diffamazione, ma presto o tardi, la verità emergerà e dimostrerà di che pasta sono fatti coloro che usano la diffamazione come arma politica e culturale".   DAI SOLDI IN ARGENTINA AI VOTI DELL'NDRANGHETA CONTINUA LA DIFFAMAZIONE STRUMENTALE CONTRO DI MEDopo i soldi in... Posted by Gianni Alemanno on Venerdì 5 giugno 2015

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