Mafia Capitale atto secondo: 19 persone in carcere, 25 ai domiciliari, altre 21 indagate a piede libero e altrettante perquisizioni. I carabinieri del Ros hanno eseguito a Roma, Rieti, Frosinone, L'Aquila, Catania ed Enna un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 44 persone (ci sono nomi noti come l'ex consigliere regionale Luca Gramazio, l'ex presidente del Consiglio Comunale Mirko Coratti, l'ex assessore della giunta Marino, Daniele Ozzimo), indagate, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori e altri reati. Le misure cautelari sono state sollecitate al gip dalla Direzione distrettuale antimafia della procura di Roma. Ventuno gli indagati a piede libero. Sullo sfondo il business legato ai flussi migratori e alla gestione dei campi di accoglienza per migranti. Nell'ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della procura distrettuale Antimafia di Roma, vengono ipotizzati a vario titolo i reati di associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori ed altro. Secondo gli investigatori, gli accertamenti successivi alla prima tornata di arresti che portò in carcere Massimo Carminati e Salvatori Buzzi (considerati i vertigi dell'organizzazione ndr), hanno confermato "l'esistenza di una struttura mafiosa operante nella Capitale, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprenditoriali locali". In particolare le indagini hanno documentato quello che gli inquirenti definiscono un "ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello d'imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori". Tra i destinari del provvedimento restrittivo figura di nuovo Salvatore Buzzi, presidente della "cooperativa 29 giugno", detenuto a Nuoro dallo scorso dicembre. Il gip Flavia Costantini ha invece bocciato la richiesta della procura di arrestare Luca Odevaine (comunque già in carcere a Torino da sei mesi) e Giovanni Fiscon, ex dg di Ama, attualmente agli arresti domiciliari a Roma. Il ruolo di Gramazio. In carcere sono finiti, tra gli altri, Luca Gramazio, ex consigliere capogruppo Pdl (poi Fi) in Consiglio comunale e poi in Regione: è ritenuto il volto istituzionale di Mafia Capitale per aver messo le sue cariche al servizio del sodalizio criminoso con cui avrebbe elaborato "le strategie di penetrazione nella pubblica amministrazione". In cambio avrebbe ricevuto 98mila euro in contanti in tre tranche, 15mila di bonifico per il finanziamento al suo comitato, l'assunzione di 10 persone, cui veniva garantito uno stipendio. L'arresto di Massimo Carminati Buzzi figura centrale Per gli inquirenti, la figura "centrale" di questo secondo filone delle indagini è Salvatore Buzzi, ''riferimento di una rete di cooperative sociali che si sono assicurate, nel tempo, mediante pratiche corruttive e rapporti collusivi, numerosi appalti e finanziamenti della Regione Lazio, del Comune di Roma e delle aziende municipalizzate''. Non solo, questo filone dell'inchiesta, ha consentito agli investigatori di ''acquisire ulteriori elementi riguardo all'esercizio del metodo mafioso da parte dell'associazione così come confermato anche dalle testimonianze rese da diversi imprenditori vittime''. Il "capo" Odevaine Secondo i carabinieri del Ros "un articolato meccanismo corruttivo" faceva capo a Luca Odevaine che, "in qualità di appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull'accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, è risultato in grado di ritagliarsi aree di influenza crescenti" in questo specifico settore. Odevaine era in grado, secondo gli investigatori, di "garantire consistenti benefici economici ad un 'cartello di imprese' interessate alla gestione dei centri di accoglienza, determinando l'esclusione di imprese concorrenti". Mafia Capitale, prima parte Il blitz avviene all'indomani della richiesta di giudizio immediato per il primo filone dell'indagine, accolto dal gip del Tribunale di Roma. Stando ai pm il capo dell’organizzazione è Massimo Carminati. Il suo braccio destro, Riccardo Brugia. La "testa di ponte" nella politica e nelle istituzioni, Fabrizio Testa. Il gestore della "contabilità occulta", Salvatore Buzzi. I pubblici ufficiali a libro paga, Franco Panzironi e Carlo Pucci. Gli imprenditori collusi, Giuseppe Ietto, Cristiano Guarnera e Agostino Gaglianone. Con questi ruoli delineati dalla Procura di Roma e confermati dal giudice delle indagini preliminari, i protagonisti dell’organizzazione Mafia Capitale si ritroveranno il 5 novembre a processo davanti alla X sezione collegiale del Tribunale. Lo scorso 21 maggio il procuratore capo Giuseppe Pignatone, l’aggiunto Michele Prestipino e i sostituti Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli, hanno chiesto al gip di procedere con il rito immediato nei confronti di 34 delle persone coinvolte nell’inchiesta, "considerato che i provvedimenti custodiali del 28 novembre e del 9 dicembre 2014 emessi dal gip sono stati confermati dal Tribunale del Riesame" e "atteso che la Corte di Cassazione ha rigettato o dichiarato inammissibili i ricorsi" presentati da alcuni degli indagati. Il 29 maggio il giudice Flavia Costantini ha accolto la richiesta della Procura ed emesso il decreto di giudizio immediato, prima che scadessero i termini della custodia cautelare. A 18 dei 34 imputati viene contestato l’articolo 416 bis del codice penale, e in particolare, "di aver fatto parte - si legge nel capo di imputazione - di un’associazione di stampo mafioso operante a Roma e nel Lazio, che si avvale della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e dell’omertà che ne deriva per commettere delitti di estorsione, usura, riciclaggio, corruzione di pubblici ufficiali e per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione e il controllo di attività economiche, concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici". Europee, Buzzi chiese sostegno alla 'ndrangheta per Alemanno. Salvatore Buzzi si rivolse alla 'ndrangheta quando Gianni Alemanno gli chiese di sostenerlo in vista delle elezioni al Parlamento europeo del maggio del 2014. La circostanza emerge dall'ordinanza di custodia cautelare del gip Flavia Costantini. Candidato nella lista Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale nella circoscrizione sud, Alemanno, che da poco aveva concluso il suo mandato di sindaco di Roma, chiese sostegno a Buzzi che, per il tramite dell'imprenditore Giovanni Campenni, decise di rivolgersi all'organizzazione criminale calabrese, "per procurare i necessari consensi". Pronta la replica dell'ex sindaco di Roma: "Bisogna finirla con questa balla della 'ndragheta che, attraverso la mediazione di Buzzi, mi avrebbe fatto convergere voti in Calabria alle elezioni Europee del 2014 - dichiara Alemanno - I numeri parlano chiaro: nei due comuni di riferimento del clan Mancuso, che sarebbe stato contattati da Buzzi, io ho preso un numero ridicolo di preferenze. A Limbadi ho preso solo 5 preferenze su 981 votanti e al comune di Nicotera 14 preferenze su 1901 votanti. Questi sono i due comuni dove, secondo le risultanze delle inchieste della Magistratura, c'è il maggior radicamento del clan Mancuso e non è pensabile che se questo clan si fosse mobilitato a muovere voti nei miei confronti i risultati sarebbero stati questi". "Credo - aggiunge l'ex sindaco della Capitale - che tutta questa congettura derivi dall'ennesima millanteria telefonica di Salvatore Buzzi, ma in ogni caso io non ho mai ottenuto ne tantomeno richiesto aiuti elettorali da clan mafiosi". Renzi: "Chi ruba in galera". "Un paese solido è quello che combatte la corruzione con grande decisione e grande forza, mandando chi ruba in galera - dichiara il premier Renzi in merito ai nuovi arresti nell'ambito di Mafia Capitale - Naturalmente nel rispetto della presunzione di innocenza. Ma quando arriva la sentenza definitiva è giusto che chi ha violato le regole paghi fino all'ultimo giorno e all'ultimo centesimo".
Mafia Capitale, nuovo terremoto: altri 44 arresti
Nel mirino il business degli immigrati In manette ex assessore di Marino, Ozzimo Renzi: "Chi ruba in galera" ELENCO I NOMI INTERCETTAZIONI
