Si era partiti dall’"amore politico" invocato dalla consigliera di Sel, Imma Battaglia, si è arrivati ormai ad una sorta di amplesso. Sono divenute strettissime le relazioni fra la Giunta guidata da Ignazio Marino e i movimenti omosessuali romani. Così forti che sabato 13 giugno, in occasione del corteo che attraverserà il centro di Roma, il Campidoglio parteciperà per la prima volta al consueto Roma Gay Pride con un suo striscione istituzionale. Non solo. Dietro il cartellone con l’effige di Roma Capitale, sfileranno il sindaco Marino, i membri della sua Giunta, i consiglieri di maggioranza e anche i presidenti di Municipio. L’iniziativa è arrivata da un’idea dell’assessore alle Pari Opportunità, Alessandra Cattoi, ed è stata subito accolta con entusiasmo dal primo cittadino. «Tutta l'amministrazione di Roma Capitale si riconosce in queste rivendicazioni - ha spiegato Cattoi - Abbiamo fatto tante cose, atti molto forti e simbolici che hanno un po’ alterato gli equilibri del Parlamento che era titubante sul tema. Ce l’ha fatta Roma, ce la può fare l'Italia. Sono d’accordo sul fatto che va fatto un passo più lungo: serve una legge che accontenti tutti e che risponda alle esigenze delle persone». Le maggiori cariche istituzionali della Capitale accompagneranno un corteo "colorato e chiassoso" che partirà alle 16.30 da Piazza della Repubblica per arrivare al Colosseo. Fra i 15 cari ne sfileranno anche alcuni con i loghi dell’Acea, della Cgil e dei tassisti romani. IL REGISTRO DELLE UNIONI D’altronde si tratta di un periodo importante per la città di Roma sul fronte della battaglia dei diritti civili per le persone omosessuali. Il 21 maggio scorso il Campidoglio ha inaugurato il Registro delle Unioni Civili, celebrando con un rito molto simile a quello di un matrimonio collettivo, l’iscrizione ufficiale di ben 17 coppie di fatto, di cui 11 omosessuali. Un passo significativo, più sotto il profilo del messaggio rivolto al Governo nazionale, che sugli effetti pratici del contratto sottoscritto. La partecipazione al Gay Pride va vista dunque in continuità con il "Celebration Day" di 15 giorni fa. «Sfileremo insieme alla comunità Lgbtq per il Roma Pride 2015 del 13 giugno – ha assicurato il capogruppo di Sel, Gianluca Peciola - Sarà un grande momento di festa dopo l’approvazione delle Registro delle Unioni civili in Campidoglio e il riconoscimento anche a Roma dei vincoli affettivi al di fuori del matrimonio». D’accordo anche il Pd, che ha assicurato la propria adesione attraverso il capogruppo Fabrizio Panecaldo e la sua vice Giulia Tempesta: «Siamo dalla parte dei diritti di tutti e come Pd abbiamo sempre sostenuto le battaglie contro le discriminazioni. Lanciamo un messaggio su questa battaglia di civiltà al Paese». SACRO E PROFANO Quella del 13 giugno in realtà sarà una giornata piuttosto caotica per la città di Roma. Anche perché la Capitale si troverà ad affrontare due manifestazioni sicuramente pacifiche, ma di radice completamente opposta. Da un lato il Roma Pride, appunto, dall’altra il raduno di oltre 30mila ragazzi scout che incontreranno papa Francesco a piazza San Pietro. Una coincidenza che ha portato l’assessore Cattoi, con una battuta, a esprimere un auspicio difficilmente realizzabile. «Roma è una città accogliente, tant'è che il 13 giugno ci saranno due grandi eventi: il Roma Pride e i giovani scout, previsti in circa 30mila, che andranno in visita dal Papa: magari sarebbe bello vederci tutti insieme a Piazza Venezia».
Il Campidoglio in prima fila al gay pride
Al corteo di sabato sfilerà anche uno striscione istituzionale di Roma Capitale LEGGI ANCHE Lezioni di «gender» ai dipendenti comunali
