Roma Capitale

Caos Multiservizi, il Comune dà la colpa al governo

«Ce lo chiede il Governo». Sfrattati e mazziati. Doppia batosta ieri per i lavoratori della Multiservizi. Prima i vigili di guardia al Campidoglio hanno approfittato di una "sosta" al bar per...

«Ce lo chiede il Governo». Sfrattati e mazziati. Doppia batosta ieri per i lavoratori della Multiservizi. Prima i vigili di guardia al Campidoglio hanno approfittato di una "sosta" al bar per chiudere fuori dall’Aula Giulio Cesare le persone che da 9 giorni occupavano l’aula consiliare; poi gli assessori Alfonso Sabella e Paolo Masini hanno gelato i 10 lavoratori rimasti affermando di non poter fare nulla per assicurare ai 3800 dipendenti della società comunale la continuità del loro posto di lavoro. Ma andiamo con ordine. Come noto, dal 26 maggio scorso gruppi di dipendenti della Roma Multiservizi, società partecipata dell’Ama, presidiano l’Assemblea Capitolina. In virtù del piano di rientro approvato insieme al Bilancio, infatti, la società deve chiudere e i servizi scolastici (bidellato, pulizie, scuolabus, mense) devono essere messi a gara entro il 31 luglio. Il problema è che la gara, a sentire la Giunta Marino, dovrà essere necessariamente a 5 lotti e senza clausola di salvaguardia, in virtù del ribasso previsto nel tipo di bando scelto. Questo porterebbe gli stipendi dei lavoratori (circa 800-900 euro a testa) quasi a dimezzarsi e, per alcuni di loro, potrebbe anche esserci il licenziamento. Ieri, al nono giorno di presidio, approfittando della "pausa pranzo" i vigili hanno chiuso i lavoratori fuori dall’Aula, fermandoli sulle scale che dalla Giulio Cesare porta al bar. Le proteste veementi hanno richiamato a decine i colleghi in piazza del Campidoglio, che nel frattempo hanno inscenato un’azione spontanea. I lavoratori hanno passato la notte sulle scale e oggi potranno rientrare in Aula solo alle 10, con l’inizio dei lavori del Consiglio. In serata, poi, dopo giorni di silenzio, si sono fatti vedere l’assessore alla Legalità, Alfonso Sabella, e il collega alla Scuola, Paolo Masini. Sabella si sarebbe impegnato a scrivere una lettera aperta al presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, al fine di risolvere la situazione. «Ma non dipende da noi», hanno liquidato i rappresentanti di Giunta, fra le proteste dei lavoratori. «E’ incredibile – afferma Serenetta Monti, del sindacato Usi – che il Comune dopo un anno non voglia trovare una soluzione per queste persone. Ad oggi ci troviamo fra l’incudine del passaggio a Cns e il martello della gara a 5 lotti senza clausola di salvaguardia. Questa amministrazione non ha alcun interesse verso i lavoratori».

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