Da una parte i militanti di Casa Pound, che chiedono la chiusura de campi Rom dopo la tragedia di Boccea. Dall'altra i manifestanti dei movimenti per la casa che protestano contro lo sciacallaggio dei militanti di destra: "Casa Pound sciacalli non si può speculare sulla pelle dei morti", gridano. Sono un centinaio i membri di Casa Pound che si oppongono agli immigrati e appartenenti ai centri sociali. A separare i due presidi circa un centinaio di metri e i blindati della polizia. Gli agenti in tenuta antisommossa hanno allontanato, non senza qualche spintone e attimo di tensione, i manifestanti antirazzisti. Questa la scena in piazza Battistini, dove il movimento di destra si è unito alla manifestazione indetta da alcuni comitati di quartiere per chiedere la chiusura dei campi rom di via Cesare Lombroso e via della Monachina. "Non è accettabile che quattro gatti vogliano impedire una manifestazione regolarmente autorizzata", dice uno dei manifestanti di Casa Pound riferendosi a quelli dei centri sociali, "per difendere chi viene a casa nostra e viene trattato in modo diverso rispetto agli italiani: a noi ci sgombererebbero dopo pochi minuti mentre qui assistiamo al continuo nascere di campi rom illegali. Vogliamo che senza paura vengano portate le ruspe e chiusi questi campi". L'intera zona è presidiata dalla polizia che ha intimato ai manifestanti dei centri sociali di indietreggiare. La loro protesta, come detto, non è autorizzata e provoca disagi alla viabilità e al passaggio delle persone in uscita dalla metro. La polizia alla fine ha caricato il presidio dei centri sociali. I manifestanti sono stati allontanati all'incrocio tra via Battistini e via De Luca. Dopo alcuni momenti di tensione per lo sgombero degli antagonisti, la situazione sembra tornata tranquilla.
Incidente Boccea, momenti di tensione al presidio di Casa Pound
In strada anche gli antagonisti. La polizia che ha disperso i militanti dei movimenti per la casa
