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I sindacati: aria «tossica» al molo C Malori per altri tre lavoratori

«Dopo l’incendio del 7 maggio il molo C dell’aeroporto è stato escluso dalle misure di sicurezza e altre due guardie giurate si sono sentite male». A denunciare la vicenda sono Cub Trasporti e Usb, che hanno inviato una lettera all’Ispettorato del Lavoro, alla Asl Rm D e ad Aeroporti di Roma. «A seguito delle analisi effettuate dall’Istituto superiore di Sanità che ha dimostrato la presenza di diossina e polveri sottili nel terminal 3 dopo il rogo che ne ha distrutto la sala transiti - spiegano i sindacalisti Antonio Amoroso e Susi Ciolella - sono stati dimezzati i turni di servizio del personale in molte aeree. In modo che i lavoratori non stiano più di quattro ore al giorno nel terminal C. Questo non avviene inspiegabilmente nel molo C, dove tra l’altro sono presenti diversi negozi». «Proprio al molo C sono svenuti nelle ultime 24 ore due addetti alla sicurezza e una commessa ha accusato una grave crisi asmatica, facendo salire a 250 il numero dei lavoratori ricorsi dopo l’incendio alle cure del pronto soccorso», insistono Cub Trasporti e Usb che oggi alle 17 sono state convocate dal prefetto di Roma Franco Gabrielli insieme a Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Alla riunione parteciperanno anche i sindacati di polizia, Asl Rm D, Arpa Lazio e Istituto superiore Sanità . Se la riapertura di alcune parti del terminal è stata giustificata con il «diritto alla mobilità», i sindacati ricordano che «i negozi non sono servizi pubblici essenziali». E ribadiscono la necessità di «estendere immediatamente al molo c le disposizioni emanate da Adr e previste per i lavoratori del terminal 3» in attesa della bonifica dell’aerostazione.

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