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Ostia

Pochi infermieri Grassi e Cpo in agitazione

«Nessuna risposta sulle carenze di organico dell’ospedale Grassi di Ostia che ormai in alcuni reparti hanno toccato un elevato rischio di errori clinici: forte è lo stress dei dipendenti che si sobbarcano una mole di straordinari. Nessun aumento del personale in turno al Cpo, dove continua il demansionamento degli infermieri, in molti casi, per la carenza di ausiliari, costretti ad effettuare mansioni non consone alla loro professione». E ancora: «nessuna incentivazione del personale che lavora in sofferenza: l’azienda sanitaria aveva proposto un’«indennità turnetto», ma si è rimangiata tutto». Fino ad arrivare alla «negazione di diritti contrattuali come le fasce giuridiche non riconosciute». La Uil Fpl della Asl RmD lancia l’allarme sulla sanità lidense: è stato proclamato lo stato di agitazione. In caso non arriveranno ancora risposte concrete, «si procederà ad ulteriori forme di protesta». Sul tavolo le stesse questioni di qualche anno fa, come riportato su queste pagine, specialmente nel caso del Centro Paraplegici, «i cui infermieri - sottolineano i rappresentanti territoriali Uil Fpl Lucio Di Camillo e Giuseppe Conforzi - lamentano un grave problema di sottorganico dovuto all’alta presenza di pazienti tetraplegici che richiedono un’assistenza totale e pazienti critici sotto il profilo clinico. Le unità infermieristiche per ogni turno di lavoro non sono sufficienti per un’assistenza ottimale che comunque viene garantita, per quanto possibile, con difficoltà e dedizione. Grave è la carenza nel turno di pomeriggio che sfiora il 50% delle unità previste: su 7,2 infermieri contemplati, quelli in servizio sono solo quattro». La Uil Fpl si domanda, infine, «perché le prestazioni aggiuntive siano state date concesse ad alcuni reparti del Grassi e non al centro spinale».

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