Roma Capitale

"La morte dei migranti e l’aborto sono attentati"

Papa Francesco: il progresso di una civiltà si misura con la capacità di custodire la vita

Papa Francesco è tornato a parlare di aborto, di difesa della vita, di migranti sui barconi morti nel canale di Sicilia. Lo ha fatto ieri durante l’incontro promosso con l’associazione «Scienza e Vita» nella Sala Clementina in Vaticano. «Il grado di progresso di una civiltà si misura dalla capacità di custodire la vita, soprattutto nelle sue fasi più fragili, più che dalla diffusione di strumenti tecnologici - a ribadito Bergoglio - È attentato alla vita la piaga dell'aborto. È attentato alla vita lasciar morire i nostri fratelli sui barconi nel canale di Sicilia. È attentato alla vita la morte sul lavoro perché non si rispettano le minime condizioni di sicurezza. È attentato alla vita la morte per denutrizione. È attentato alla vita il terrorismo, la guerra, la violenza; ma anche l'eutanasia. Amare la vita è sempre prendersi cura dell'altro, volere il suo bene, coltivare e rispettare la sua dignità trascendente». In particolare si è soffermato sul concetto della scienza «al servizio dell’uomo e non viceversa». Nella giornata di venerdì Francesco ricevendo nella domus di Santa Marta in Vaticano un gruppo di bambini colpiti da gravi malattie, con genitori e volontari Unitalsi aveva epresso «ammirazione per il coraggio dei genitori che rifiutano l’aborto, falsa soluzione della sofferenza». Francesco parlando del mistero della sofferenza dei bambini, aveva esclamato che «non ci sono spiegazioni: è un mistero». E ancora: «Penso alla Madonna quando le hanno dato il corpo morto del suo figlio, ferito, insanguinato... La Madonna lo ha accarezzato. Anche la Madonna non capiva». Francesco ha invitato i genitori a «non aver paura di chiedere perché, di sfidare il Signore». Papa Francesco associando dunque anche se stesso all’'impegno di Scienza e Vita «ci spinge a farci servitori dei piccoli e degli anziani, di ogni uomo e ogni donna, per i quali va riconosciuto e tutelato il diritto primordiale alla vita». Bergoglio tornando sulla tragedia dei migranti nel Canale di Sicilia ha ribadito: «È un attentato alla vita lasciar morire i nostri fratelli sui barconi». E ancora «È un attentato alla vita la morte sul lavoro». Ieri è stata la giornata del Treno dei Bambini che è arrivato nella stazione ferroviaria di Città del Vaticano. Quest’anno il Treno dei Bambini, uno speciale Frecciargento ha trasportato a Roma 200 bambini. C’erano figli di detenuti e detenute, provenienti da Bari e da Trani. Nella stazione vaticana sono stati poi raggiunti da altri bambini romani che hanno potuto conoscere il Santo Padre, che li ha incontrati in Sala Nervi. Ad accogliere il treno c'erano il Card. Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato della Città del Vaticano, il Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e l'Ad del Gruppo FS italiane, Michele Mario Elia. Ha mostrato al Santo Padre alcune scene dal film di Pupi Avati, «Un viaggio di cento anni», un secolo di storia italiana, compreso il viaggio in treno di Papa Giovanni a Loreto.

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