Un po’ di respiro per le casse comunali. Anche se sembra una goccia nel mare rispetto all’allarme generato qualche settimana fa. L’Assemblea Capitolina ha dato autorizzazione al Campidoglio a rinegoziare i prestiti concessi negli anni dalla Cassa Depositi e Prestiti, per un ammontare complessivo pari a circa 830 milioni di euro. Un’enormità, finita fuori bilancio, su cui l’amministrazione sta cercando di lavorare in termini di importi delle rate e, soprattutto, di interessi. Se l’operazione andrà a buon fine, il Campidoglio avrà la possibilità di risparmiare ben 47,8 milioni di euro attraverso un allungamento del mutuo di 10 anni. Tradotto, annualmente, si potranno risparmiare 7,4 milioni nel bilancio 2015 e altri 4,8 milioni l’anno dal 2016 al 2034. Tutti soldi che potranno essere messi in «conto capitale» e dunque, come affermato dall’assessore capitolino al Bilancio, Silvia Scozzese, «saranno destinate agli investimenti e alla riduzione del reddito come da norma contabile». «Aver approvato la delibera sulla rinegoziazione dei mutui significa liberare risorse immediate per gli investimenti di Roma Capitale» ha commentato Alfredo Ferrari, presidente della commissione Bilancio di Roma Capitale, secondo il quale «bene ha fatto l’assessore al Bilancio Silvia Scozzese ad accogliere la propostsa avanzata dal Gioverno e da Cassa Depositi e Prestiti. Il provvedimento, che come da circolare emessa dalla stessa Cdp si basa sul principio di equivalenza finanziaria e ciò significa che i cittadini romani non sborseranno neanche un euro in più, prevede una riduzione del tasso di interesse del mutuo che passerà così dal 4,7% al 4,49%». Per Ferrari «aver licenziato una delibera che permette di ridurre il peso del debito annuo e contemporaneamente libera risorse per le opere che la città merita e aspetta è senza dubbio un atto di buongoverno e di responsabilità». Un piccolo giallo a fine seduta. L'Assemblea capitolina, riunita in seconda convocazione, ha sì approvato all'unanimità la delibera 70/2015, con 19 voti favorevoli, ma la seduta si è poi chiusa al momento della votazione dell'immediata eseguibilità del provvedimento, approvata con gli stessi voti (19) ma non valida in quanto necessario un minimo di 24 partecipanti, pari al numero legale delle sedute di prima convocazione.
Via libera agli investimenti
Un po’ di respiro per le casse comunali. Anche se sembra una goccia nel mare rispetto all’allarme generato qualche settimana fa. L’Assemblea Capitolina ha dato autorizzazione al Campidoglio a...