Parcheggi, sottopassaggi, strade, giardini. Opere compensative promesse e mai realizzate, molte già finanziate dal Cipe, per una cifra che va dai 18 ai 30 milioni di euro. A corollario della terza linea della metropolitana romana ci sono anche disservizi, complicazioni e aspettative disattese per i territori. Dal prossimo luglio, infatti, la Metro C aprirà i battenti nel suo secondo tratto, con altre 6 stazioni da Parco di Centocelle fino al Pigneto, in un territorio che interessa tutto il V Municipio. Se da un lato non sono state ancora risolte le tante criticità segnalate nel VI Municipio (da Pantano a Alessandrino), siamo ancora alle calende greche per le opere del quadrante predestino da Centocelle al Pigneto. Gli assessori municipali Stefano Veglianti e Vittorio Alveti sono tornati alla carica ieri mattina in una riunione Commissione capitolina Metro C, presieduta da Maurizio Policastro (Pd). IL PARCHEGGIO A TEANO Per quanto riguarda il tratto di prossima apertura, la questione gira tutta intorno a quello che doveva essere il parcheggio interrato di via Teano. L’opera da 600 posti sarebbe dovuta sorgere sotto la mega stazione del quartiere Gordiani, con un costo stimato di 15 milioni di euro, regolarmente finanziato dal Cipe. Otto anni fa, quando iniziarono i sondaggi, si presentarono problematiche strutturali che ne sconsigliarono la realizzazione. Quei soldi, da tempo, il Municipio chiede che siano spesi per costruire un parcheggio a raso da 300 posti dietro la stazione, risistemare la disastrata via Teano e realizzare i tanto attesi marciapiedi su via dei Gordiani. In più, ci sarebbero altri fondi in sospeso per connettere via Norma a via Roberto Malatesta, opera che potrebbe restituire collegamenti importanti al quadrante e decongestionare il traffico di Tor Pignattara. Per non parlare di piazza dei Mirti, che nelle intenzioni doveva somigliare a piazza Re Di Roma (stazione sotto area verde) e che oggi è solo una rotatoria grigia. «Roma Metropolitane – afferma Veglianti, assessore del Municipio V – ci faccia avere al più presto l’elenco delle opere che può realizzare. Servono risposte urgenti». LA LISTA MATARAZZO Il problema è che né Roma Metropolitane né il Consorzio Metro C hanno ancora aiutato il territorio a risolvere le problematiche del Municipio VI, su cui insiste la tratta già aperta, da Pantano a Centocelle. Dopo un’inchiesta de Il Tempo di ottobre 2014, la delegata alla Sicurezza del sindaco Ignazio Marino, Rossella Matarazzo, fece svolgere dei sopralluoghi che sfociarono in una dettagliata relazione datata 15 febbraio 2015. Qui vi erano elencate una serie di criticità lungo le 15 stazioni: dalla sporcizia dei sottopassaggi ai mancati attraversamenti pedonali, passando per i parcheggi inesistenti. «La situazione è uguale a quella di tre mesi fa - afferma Vittorio Alveti, assessore del Municipio VI – Ci risulta che i soldi per le opere compensative (almeno 12 milioni, ndr) siano stati spesi per l’adeguamento delle strutture, dunque a noi restano solo le briciole».
Disservizi e opere fantasma Solito caos per la Metro C
A luglio prevista l’apertura del secondo tratto
