Applausi, tricolore e rabbia davanti alla stazione metro Battistini a Boccea, dove si è radunata la folla per la fiaccolata in solidarietà alle vittime dello scontro di ieri sera. La marcia è in onore della donna filippina di 44 anni, travolta e uccisa da un’auto in fuga con a bordo alcune persone presumibilmente tutte di origine rom. All'uscita della metro campeggia uno striscione: "Basta violenze rom, Marino vattene", mentre iniziano a spuntare cartelli analoghi a quelli apparsi al semaforo questa mattina: "E adesso ditelo alle famiglie che state lavorando per l'integrazione. In 51 anni non ho mai visto nulla di simile accadere" - dice Alessandro Lai del comitato di quartiere Aurelio, promotore dell'iniziativa. "I rom fanno queste cose sapendo di restare impunti. Loro vivono senza regole. Si sentono vaccinati a tutto. Ti rubano la macchina, ogni tanto te li trovi dentro casa. Insomma ce ne stanno facendo di tutto i colori. La gente ha paura. Per questo oggi siamo in piazza. Non solo per esprimere solidarietà alle persone investite ma anche per chiedere sicurezza nei nostri quartieri". Da stamattina in quartiere a Boccea non si parla d'altro, ma anche sui social per tutta la giornata ha continuato a impazzare il tam tam della rabbia. Proprio da lì è nata l'idea della manifestazione, che inizialmente doveva essere senza bandiere. Alla fiaccolata peró si è aggiunto il presidio promosso da Noi con Salvini, cui ha aderito anche Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, che ha allestito un banchetto di raccolta firme per una delibera di iniziativa popolare "per chiedere lo smantellamento dei campi rom". Col presidio di oggi, inoltre chiederemo le dimissioni del sindaco Ignazio Marino”. Intanto, secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Senatorio, il Campidoglio si costituirà parte civile e si farà carico delle spese per il funerale della donna rimasta uccisa o del rientro in patria della salma, a seconda della volontà della famiglia. A seguito della strage a Primavalle è stata arrestata una nomade di 17 anni. Pomarici, consigliere Noi Con Salvini in Assemblea capitolina sarà tra i manifestanti: "Ci sarò per ribadire il no ai campi nomadi, luoghi simbolo dell'illegalità". E aggiunge: "Marino e la sinistra hanno lasciato la città alla mercè di questi criminali che, in barba a qualunque regola di civiltà, trascorrono le giornate a compiere atti delinquenziali. Ci vogliono regole certe e pene severe. Le persone perbene di questa città sono stanche delle azioni di queste delinquenti che, per me, meritano solo di marcire in galera", conclude Pomarici Si riaccende la polemica. Il leader della Lega Matteo Salvini esplode come una furia su questa nuova tragedia avvenuta nella capitale e torna a ripetere che questi "maledetti campi rom vanno rasi al suolo". Salvini attacca: "Se alcune decine di migliaia di persone possono fare i loro porci comodi è colpa dello Stato. Queste persone vanno messe in condizioni di vivere come tutti gli altri: non gli si pagano le bollette, gli si fa pagare l'IMU e devono vivere nelle case. Se gli va bene è così, altrimenti vanno altrove, perchè in tutta Europa le istituzioni si comportano in maniera seria, in Italia no". Così a "Dentro i fatti, con le tue domande", l'approfondimento di Sky TG24 il segretario della Lega Nord ha proseguito: "Non è possibile che ci sia qualcuno che può fare tutto alla faccia di tutti. Non è possibile che un tizio a Roma abbia intestate 24 automobili. Non stiamo parlando di poveretti, disadattati ed emarginati, parliamo di furbi che campano alle spalle del prossimo e che ammazzano una persona che sta aspettando l'autobus, guidando a 180 Km orari". Associazione rom:"No a criminalizzazione per un singolo reato". No a criminalizzare un popolo intero per un singolo crimine commesso da una persona. L'appello arriva dalle associazioni per i diritti di rom e sinti che, il giorno dopo l'arresto della 17enne rom per l'incidente che a Roma ha causato la morte di una donna filippina e il ferimento di altre otto persone, gridano forte il loro "no" alle "polemiche strumentali di stampo razzista". "L'etnicizzazione di un reato -spiega Carlo Stasolla, presidente dell'associazione "21 luglio"- ha già portato ai fatti di Ponticelli del 2008 e quelli di Torino nel 2011", quando gli insediamenti dei nomadi furono oggetto di attacchi da parte della popolazione, in seguito a presunti crimini commessi da rom. «In questi giorni -continua Stasolla- ci troviamo in piena isteria elettorale, ma quando si riconduce il dna di un popolo al compimento di un crimine, solo per la cavalcata elettorale di qualche esponente politico, quello con cui abbiamo a che fare è razzismo".
Auto travolge passanti, fiaccolata a Boccea FOTO
La manifestazione di solidarietà dalla metro Battistini. Intanto divampa la polemica LEGGI ANCHESalvini: "Raderemo al suolo campi rom"
