Roma Capitale

Parentopoli Ama, Panzironi condannato a cinque anni e tre mesi

L'ex amministratore delegato riconosciuto colpevole di abuso d'ufficio e falso. L'accusa aveva chiesto 5 anni LEGGI ANCHE Boss neri, tangenti e politici. La veri

Dallo scorso dicembre è detenuto nell'ambito dell'inchiesta su "Mafia Capitale". Intanto oggi per Franco Panzironi è arrivata un'altra doccia gelata. L'ex amministratore delegato di Ama è stato infatti condannato, assieme ad altre tre persone, nel processo sulla cosiddetta "Parentopoli" all'interno della municipalizzata della raccolta dei rifiuti. La pena è di cinque anni e tre mesi di reclusione (l'accusa ne aveva chiesti cinque), per concorso in abuso d'ufficio e falso. Tre anni e tre mesi di carcere inveve per l'ex consulente esterno Bruno Frigerio, coinvolto in questa vicenda quale presidente di una commissione esaminatrice. Pene più ridotte sono state inflitte, infine, all'ex capo del personale Luciano Cedrone (un anno e mezzo) e all'ex direttore della direzione legale Gianfrancesco Regard (tredici mesi) cui sono stati concessi i benefici di legge e le attenuanti generiche. Assolti per non aver commesso il fatto l'ex dirigente della pianificazione Ivano Spadoni, l'ex direttore dell'Ufficio Acquisti Lorenzo Allegrucci, Giovanni D'Onofrio, altro dirigente dell'ufficio legale di Ama, e il legale rappresentante del Consel Consorzio Elis, Sergio Bruno.    L'inchiesta Panzironi e le altre personi erano finite sotto processo per le presunte irregolarità che avrebbero caratterizzato ben 841 assunzioni (tra autisti, operatori ecologici, interratori/seppellitori), avvenute in azienda tra il 2008 e il 2009 in violazione di legge. Secondo l'accusa 800 assunzioni furono 'curate' in assenza di gara da Consel Consorzio Elis, società incaricata di compiere le preselezioni del personale da assumere, ma che, per la procura, oltre a non avere la struttura né la preparazione per il compito affidato, era anche priva di autorizzazione prevista dalla legge Biagi. Le altre 41 assunzioni (di "soggetti ritenuti vicini politicamente a Panzironi", come sottolineato dal pm Corrado Fasanelli in sede di requisitoria) furono fatte a chiamata diretta il 20 ottobre 2008 con delibere predatate e questo per evitare i vincoli imposti dalla legge Brunetta che sarebbe entrata in vigore il giorno dopo. Panzironi e gli altri tre condannati dovranno risarcire i danni, in separata sede, alle parti civili (Roma Capitale e quattro cittadini).

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