Due anni fa un'insegnante ha donato un milione di euro per aiutare il salvataggio dell'ospedale di Subiaco, ma l'Asl Rm G ancora non entra in possesso dei beni ereditati. «Però, nel frattempo, hanno già chiuso 2 reparti, invece di preservarli magari utilizzando quelle risorse lasciate da mia zia proprio per salvare i servizi ospedalieri nella Valle dell'Aniene», commenta un nipote della benefattrice, morta nel marzo del 2013. Un mese dopo c'è stata la lettura del testamento, nel quale l'insegnante Elettra Lanciotti ha disposto la donazione di due appartamenti di complessivi 300 metri quadri, e relative pertinenze (cantine e posti auto), per un valore commerciale complessivo di un milione di euro «all'ospedale Angelucci di Subiaco». Ma, 2 anni dopo, ancora non ne è stata formalizzata l'accettazione, con il mancato passaggio delle proprietà nella disponibilità del patrimonio aziendale. Solo ora l'Asl Rm G ha deliberato di «promuovere un'azione giudiziale di mero accertamento per qualificare, secondo le disposizioni normative vigenti in materia di eredità, la qualità giuridica in capo all'azienda stessa, al fine di ottenere, qualora ne ricorrano i presupposti, il pieno godimento dei beni immobili». Beni di cui, spiega l'Asl, "non è riuscita ad entrare nel possesso, nonostante abbia richiesto allo studio notarile la consegna delle relative chiavi, in quanto il legato testamentario è di incerta qualificazione giuridica per problematiche inerenti aspetti legali per la presenza di altri soggetti interessati alla qualità di eredi". Per lo stesso motivo, probabilmente, è tuttora bloccato un altro milione di euro, in buoni fruttiferi e liquidi fra conti bancari e postali, che la signora Lanciotti ha donato alla associazione per la ricerca sul cancro, l'Airc di Milano, e «alla ricerca sul cancro di Aviano». I nipoti hanno anche sollecitato, incaricando un proprio legale, il ritiro dei beni donati dall'insegnante all'Asl e le 2 onlus, «ma da un anno e mezzo non sappiamo più niente. I depositi sui conti hanno anche una scadenza, quindi sarebbe opportuno impiegarli secondo i voleri di nostra zia. Anche l'Asl Rm G fermi subito il continuo depauperamento dell'ospedale di Subiaco». Il nosocomio negli ultimi 4 mesi ha perso 2 dei 4 reparti (Psichiatria e Rianimazione) e subirà il taglio di un terzo dei posti letto per acuti (da 76 a 40) con il declassamento a «presidio di area disagiata». Analoghi tagli e classificazione che la Regione ha invece appena cancellato all'ospedale di Bracciano, con un nuovo decreto del commissario Zingaretti dopo la sospensiva concessa dal Tar su ricorso dei Comuni (ora ritirato).
L’ospedale non vuole il milione di euro donato
Due anni fa un'insegnante ha donato un milione di euro per aiutare il salvataggio dell'ospedale di Subiaco, ma l'Asl Rm G ancora non entra in possesso dei beni ereditati. «Però, nel frattempo, hanno...