Il nuovo direttore generale di Atac, Francesco Micheli, è «innominabile?» Dovrà essere rimosso ancor prima di prendere servizio? Dopo il caso sollevato da Il Tempo , a rispondere a questa domanda sarà il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, a dover dare il verdetto definitivo. La titolare del Dicastero, infatti, è stata chiamata in causa nientemeno che dal presidente dei Deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, che ai tempi dell’ultimo Governo Berlusconi ricoprì la stessa carica. La particolarità, stavolta, è che il ministro Madia sarà chiamata ad un parere che entra nel merito di un decreto legge che porta il suo stesso nome, quello che prevede che i soggetti in quiescenza (ovvero in pensione) o che hanno raggiunto i requisiti per la pensione, non possono ricoprire incarichi, ne’ avere consulenze. E questo sembra essere proprio il caso del dott. Micheli, già titolare di pensione, nominato dg da Atac ad una retribuzione annuale lorda di ben 230mila euro. Nella sua interrogazione, Brunetta entra nel merito, e ricorda anche le contraddizioni verificatesi recentemente in casi simile. «Va ricordato – scrive l’ex ministro - che la Società Atac in un caso di fatto identico a quello del Dott. Micheli (risoluzione del rapporto di lavoro per motivi di raggiunta quiescenza del dott. Vincenzo Saccà) ha strettamente applicato le norme «pubbliche». Per cui delle due l’una: o Atac sbaglia ora a ritenersi «soggetto a norme privatistiche» o ha sbagliato (recentemente) nel risolvere il rapporto di lavoro con Vincenzo Saccà». E ancora: «La norma in questo caso dovrebbe essere molto chiara in merito alla possibilità di assumere per Atac persone in quiescenza, anche a prescindere dallo specifico regime di Società in House. Infatti la nomina del dott. Micheli è vietata ai sensi dell'art. 6 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, che ha introdotto nuove disposizioni in materia di «incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza». Dunque la nomina di Micheli è a rischio? Non teme la figuraccia l’assessore alla Mobilità, Guido Improta, che già in occasione dei primi dubbi sollevati aveva provveduto a ìrassicurare»: «Se ci saranno delle osservazioni le terremo in considerazione, ma la questione l'avevamo già valutata. Quando Atac ha avviato il processo di selezione del nuovo dg - ha spiegato l’assessorato a Il Tempo - lo ha impostato attraverso una commissione che ha valutato i curricula. La direzione del personale si è premunita di farsi dare un parere legale da uno dei giuslavoristi italiani più qualificati». All’attacco il consigliere capitolino di Forza Italia, Ignazio Cozzoli, che ha sposato fin da subito la causa: «Sono felice che il presidente Brunetta abbia condiviso queste perplessità – afferma – Speriamo che oltre al fumo non ci sia anche l’arrosto: in questo caso, stavolta chi ha sbagliato sarà chiamato a risarcire il danno erariale, me ne occuperò io personalmente».
Il nuovo Dg Atac finisce alla Camera
Interrogazione di Brunetta al ministro Madia: «È incompatibile?»
