Roma Capitale

Incendio di Fiumicino, 2 indagati per presenza diossina

Iscritti al registro degli indagati un dirigente dell'Asl Rmd per abuso d'ufficio e un funzionario di Aeroporti di Roma per violazione della normativa in materia di sicurezza dei lavoratori

Da oggi l'aeroporto di Roma Fiumicino torna ad essere pienamente operativo. Lo comunica l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile spiegando che da oggi sono stati riaperti i varchi per accedere alle aree Schengen ed extra Schengen del Terminal 3 dell'Aeroporto Leonardo da Vinci. Sarà di nuovo possibile raggiungere i moli C e D. Anche tutti i banchi check in sono tornati completamente operativi nella loro configurazione originaria. Da questa notte, inoltre, verrà cancellato il Notam (Notice to Airmen, avviso ai naviganti) con cui l'Enac aveva precedentemente disposto una riduzione della capacità assegnata allo scalo, che pertanto tornerà ad essere pienamente operativo. Tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro profuso in questi giorni dalla società di gestione Aeroporti di Roma, Adr, e grazie alla collaborazione e flessibilità messa in campo sia dalle compagnie aeree che operano sullo scalo romano, sia da tutti gli attori aeroportuali coinvolti. Un lavoro che ha consentito di mantenere un livello di operatività dello scalo superiore a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Le indagini. Ci sono nuovi indagati nell'inchiesta della procura di Civitavecchia sul rogo che la notte tra il 7 e l'8 maggio scorso ha devastato il terminal 3 dell'aeroporto. Il procuratore Gianfranco Amendola e il pm Valentina Zavatto hanno iscritto un dirigente dell'Asl Rmd per abuso d'ufficio e un alto funzionario di Aeroporti di Roma per violazione della normativa in materia di sicurezza dei lavoratori: il primo è sospettato di non aver operato adeguatamente, come avrebbe dovuto, nel rispetto dello statuto dei lavoratori, il secondo di aver fatto lavorare il personale dipendente in condizioni non idonee per la sicurezza nei giorni successivi al rogo. Allarme tossicità. L'Arpa Lazio, infatti, ha rilevato nell'aria presenza rilevante di elementi tossici e altamente cancerogeni (come diossina, pcb e furani). Sul punto la procura ha dovuto aprire un nuovo fascicolo processuale che punta proprio a fare luce sulle condizioni di salute dei dipendenti di Adr. Ben 150 schede dei lavoratori che in queste settimane si sono rivolti al medico per aver lamentato una serie di disturbi sulla pelle e di natura respiratoria sono state acquisite dai magistrati. Gli inquirenti hanno scoperto, tra l'altro, che una società privata, cui Adr aveva dato l'incarico di fare prelievi nell'aria, aveva escluso la presenza di tossicità. Ciò ha pure giustificato l'apertura del molo D, adiacente al terminal 3, con il parere favorevole dell'Asl competente di zona. Nel contempo, però, un altro dipartimento della stessa azienda sanitaria, oltre a mandare una diffida ad Adr affinché continuasse nel monitoraggio dell'aria, ha sollecitato l'intervento dell'Arpa che avrebbe registrato (il condizionale è d'obbligo perché i risultati sono ancora provvisori) valori di diossina, pcb e furani 10 volti superiori rispetto a casi analoghi.

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