«Mi hanno licenziata, ecco perché mi prostituisco». Oppure: «Faccio tanti soldi e posso comprarmi abiti firmati». E ancora: «Così posso mantenere il figlio che ho in Romania». Parlano così le lucciole che l’altra notte - dalle 20 all’una - sono state controllate dai carabinieri in un servizio disposto dal Comando provinciale. Il sesso a pagamento piace e pare che non subisca crisi. I clienti sono insospettabili: professionisti che si trovano a Roma per lavoro, ragazzi alla prima esperienza, chi va a giocare a calcetto con gli amici e al ritorno fa la sosta a luci rosse per concedersi uno svago che costa dai 30 ai 50 euro. I numeri dell’operazione sono consistenti. Quattro arresti (per estorsione, due per droga e l’ultima per resistenza a pubblico ufficiale), 35 ragazze identificate, 85 clienti pizzicati. Vasta le aree passate al setaccio. Soprattutto quelle dove qualche volta i residenti scendono in strada a manifestare con striscioni e cartelli, stanchi di assistere al mercato del sesso. Sono state interessate le zone Eur, Salaria e Prenestina: via Salaria, via dei Prati Fiscali, viale Tupini, viale Europa, viale America, viale dei Primati Sportivi, piazzale Francesco Parri, piazza Gandhi, viale Marconi, via Cristoforo Colombo, via Prenestina, via Palmiro Togliatti. Sembra che chi vende il proprio corpo parli romeno. Le ragazze erano tutte dell’Est europeo. Ai militari hanno detto di non avere protettori. Ma è una versione che non convince. All’Eur, per esempio, mesi addietro con l’operazione Colombo i carabinieri hanno scoperto un traffico di prostitute romene gestite da albanesi. Ieri il caso più "violento" si è verificato in via Salaria. Ma è stato anche il più curioso. Da pochi giorni una ragazza si è messa in mostra sul marciapiede. Una sua collega, meno carina di lei, si è fatta avanti dicendole che non poteva prostituirsi se prima non pagava. E a rivoltarsi sono state le altre ragazze: hanno detto che invece poteva restare, rimproverando l’altra che pretendeva una mazzetta per l’occupazione di suolo pubblico. I carabinieri hanno interrotto la tentata estorsione. All’Eur la maggiore concentrazione di giovani in gonnella. Una da due mesi ha compiuto diciotto anni. E non ha avuto resistenze nel dire perché alla sua età "batte" in strada: «Si fanno un sacco di soldi. Guadagno tanto, così posso comprarmi oggetti di lusso e abiti griffati». Un’altra, più grande, ha raccontato un’altra storia: «Sono in Italia da dodici anni. Due anni mi hanno licenziata dal posto di lavoro e non sapendo come sbarcare il lunario allora mi sono messa a fare la prostituta».
Vita da lucciola «Io, licenziata e ora prostituta»
Parlano le ragazze in strada La 18enne: «Così ho abiti firmati»
