Roma Capitale

Ecco il dossier degli edifici a reddito zero

Alessio Buzzelli Pregiati edifici inutilizzati da anni, preziosi casolari occupati abusivamente da inquilini senza titolo, portinerie affittate a canone zero a mogli e amanti, depandace date in...

Pregiati edifici inutilizzati da anni, preziosi casolari occupati abusivamente da inquilini senza titolo, portinerie affittate a canone zero a mogli e amanti, depandace date in concessione a costosi ristoranti per pochi spicci al mese e chi più ne ha, più ne metta. Questo il triste quadro che emerge leggendo la lista del patrimonio residenziale del Comune all'interno delle ville e parchi storici. Il documento, stilato dalla Commissione capitolina alla Razionalizzazione della Spesa, è l'ennesima conferma di come, a Roma, la gestione del verde sia un problema atavico, caratterizzato da noncuranza, confusione, mancanza di coordinamento tra i diversi uffici preposti. Sebbene ancora parziale, l'inedito elenco traccia una mappatura dei tanti edifici presenti nelle ville storiche: ben 196 - per ora - strutture mai valorizzate appieno dal Comune, molte delle completamente quali abbandonate. I numeri forniti dal documento non lasciano dubbi: il 24% degli edifici risulta essere inutilizzato, il 3% occupato abusivamente e il 10% viene utilizzato per scopi diversi da quelli previsti. Conseguentemente, le condizioni delle strutture non possono che essere critiche: lo stato del 20% di esse è stato definito pessimo, il 24% mediocre e il 20% discreto. A peggiorare il disastroso panorama, si aggiunga che buona parte degli edifici inutilizzati sarebbe, a seguito di costose ristrutturazioni, pronto all'uso. Inoltre, molte strutture sono affittate a privati a canone zero - con ingente perdita d'introiti per il Comune - e altre ancora sono occupate abusivamente. Di esempi ce ne sono a decine, come villa Fassini, in cui nella casa del guardiano oggi vive, senza titolo, una famiglia di immigrati; ancora il caso del Casale di Giovo, assegnato a privati per mille euro al mese e quello delle grandi serre ottocentesche che ristrutturate a suon di milioni, giacciono inutilizzate, prede di continue occupazioni abusive. «L'obiettivo del censimento - ha spiegato il presidente della Commissione, Daniele Frongia (M5S) - era capire come sono gestiti questi beni e la risposta è drammatica, perché non vengono gestiti e gli uffici competenti non dialogano tra loro, a questa lista di beni vogliamo poi aggiungere due preziose colonne: eventuali canoni e morosità».

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