Roma Capitale

La vergogna delle case di partito gratis

Ecco tutti i circoli politici a canone zero su cui indaga la procura di Roma

Non solo Ostia. Tra occupazioni «condonate» e assegnazioni sospette a favore di associazioni fantasma, anche i partiti - in particolare quelli storicamente legati alla sinistra - sono finiti nel calderone dell’inchiesta «affittopoli», locali pubblici concessi dall’Amministrazione a canoni stracciati che equivalgono a un danno enorme per le casse capitoline. Capofila è sempre il Pd, che per la sede di via dei Giubbonari - già esclusa dai piani di vendita voluti dall’ex sindaco Alemanno - ha stratificato negli anni un debito di oltre 130mila euro. In pratica, come hanno ammesso anche dalla sezione, hanno unilateralmente deciso lo sconto, da 1.242 euro mensili, che corrispondono alla quota richiesta dall’ex gestore del patrimonio comunale Romeo spa, a circa 200 euro, che per la segretaria Giulia Urso «è la cifra che attualmente paghiamo». Vale la pena di approfondirlo, il caso-emblema di via dei Giubbonari, perché le sorti della sede dell’ex Pci, che conta tra gli iscritti anche l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, cominciano a far discutere come detto già ai tempi di Alemanno, che include il civico 38 nel piano di dismissioni che avrebbe dovuto ridare un po’ di ossigeno ai conti del Campidoglio. Passano i mesi e la delibera si arena in commissione. Poi arriva Marino, il vicesindaco Nieri prima e l’assessore Cattoi poi riprendono in mano gli elenchi e decidono di salvare via dei Giubbonari, che non si vende più «ma sarà oggetto di verifiche del canone al pari di tutti gli altri soggetti», aveva confermato l’assessore delegata al Patrimonio. Emergono altri dettagli: la concessione per l’utilizzo di quegli spazi, firmata nel lontano 1947, è scaduta nel 1984, mentre nel frattempo le «incomprensioni» sull’importo dell’affitto hanno costruito un debito a sei cifre, almeno 130mila euro, l’equivalente di 10 anni di occupazione a costo zero. Già l’anno scorso, hanno confermato dal Campidoglio, erano partite le prime lettere di «recupero morosità», per il Pd come per tutti gli altri concessionari di proprietà pubbliche, ma quei soldi ancora non sono rientrati: «Sono in corso molti incontri per definire le morosità e le modalità di pagamento - si limitano a precisare dall’assessorato al Patrimonio - gli uffici stanno gestendo i conteggi e molte situazioni sono in via di definizione». Laddove non è arrivato il Comune è già intervenuta la Procura di Roma, che solo il mese scorso ha sequestrato tutti i faldoni relativi alle pratiche del capitolo concessioni, più di 850 immobili di cui 193 assegnati in regime di affidamento diretto da decenni, in alcuni casi dal ’97, e 57 totalmente abusivi. In quest’ultima categoria rientra anche l’associazione culturale Il Segno in via Balma a Tor Tre Teste affittata a 142,55 euro al mese, sede del circolo territoriale di Sel: «Si richiede il rilascio della struttura e il pagamento degli arretrati», si legge nella nota all’attenzione della Procura. «Eravamo solo ospiti, ora non la utilizziamo più per i nostri incontri», spiegano da Sel. Stesso discorso, «diffida al pagamento e al rilascio», per La Bottega dei Gordiani in via Venezia Giulia, un complesso di sei locali di circa 50 metri quadrati ciascuno (affittati a 1.074 euro mensili) nei quali spuntano anche le insegne del circolo del Pd e quello dei Giovani democratici. La carrellata di occupazioni «sinistre» continua a Trastevere, in via Gioacchino Belli 9, sede utilizzata illegittimamente da Rifondazione comunista che - stando al report dello stesso Comune - «occupa 31 metri quadrati senza alcun titolo». Sempre Rifondazione si è stabilita anche a Spinaceto, nella palazzina di largo Cannella che corrisponde all’ex centro commerciale, dove al costo di 1.058 euro al mese per l’intera palazzina sopravvivono diverse realtà legate alla sinistra, Cigl e relativo Patronato, il circolo ricreativo «Pietro Nenni» e quello lesbo, il centro sociale «Auroraemarco» fino all’Unione inquilini. «Praticamente tutti gli intestatari delle concessioni hanno pendenze in termini di morosità», continuano a ripetere dal Campidoglio che in questi mesi ha accelerato sul piano di rientro che riguarda in particolare i distributori di carburante, altra categoria «graziata» con affitti ridicoli. Il problema, però, sarà anche agganciare gli importi all’andamento del mercato: nel carteggio sequestrato dalla Procura di Roma c’è di tutto, anche la sede della Onlus Imagine fino a poco tempo fa guidata dal sindaco Marino, "regalata" ad appena 163 euro al mese quando nella stessa zona, via dei Volsci, una stanza per studenti non si trova a meno di 450 euro. Considerazioni che riguardano anche l’ampia e centralissima sede di via dei Giubbonari: «Paghiamo circa 200 euro al mese - aveva confermato a Il Tempo la segretaria Urso - quel che è accaduto in passato non ci interessa, vogliamo ristabilire un rapporto regolare con il Comune che non è mai stato possibile a causa della gestione Romeo». Fatto sta che l’autoriduzione dell’affitto, già agevolato a 1.242 euro, non si spiega né con le metrature dei locali né con la posizione nel cuore del centro storico. Prima ancora dell’aggiornamento delle cifre, in ogni caso, si attende il pagamento dei debiti maturati nel corso degli anni, che dovranno essere quantificati al centesimo e pagati: la strada, allora, è ancora molto lunga.

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