Notte fonda. Un cancello in ferro battuto cigola aperto su un vialetto di ciottoli di cui si scorgono pochi metri iniziali. Oltre quel punto l’oscurità più nera e un silenzio che mette i brividi, interrotto solo dal lento, inquietante frusciare degli alberi. Cosa accadrebbe se si varcasse quel cancello? No, non è l’incipit di un racconto dell’orrore, ma un sabato sera qualunque a Roma. E il terrorizzante scenario appena descritto altro non è che quello offerto dagli ingressi di molte ville romane che, di notte, nessuno chiude più. La gestione del verde, a Roma, è nel caos più totale. Dei tredici parchi da noi controllati, nella notte tra sabato e domenica, uno su due è stato lasciato aperto anche dopo il tramonto, nonostante al calar del sole i cancelli dovrebbero essere chiusi per evitare pericolosi incontri "al buio", visto che le ville storiche, di notte, tranne poche eccezioni, non sono illuminate. Questo "viaggio dell’orrore" inizia da Villa Ada, una delle più importanti ed estese ville della Capitale. Alle ore 21.45, dunque ben oltre il tramonto, i tre ingressi di via Salaria sono aperti, così come è spalancata la cancellata principale di via di Ponte Salario: il solo pensiero di avventurarsi all’interno mette paura. Ma noi lo facciamo ugualmente. Varchiamo il cancello e dopo qualche passo ecco apparire nell’oscurità, all’improvviso, un piccolo bivacco di tre persone che ad alta voce si contendono un cartone di vino. Meglio tornare indietro. Puntiamo così verso la vicina villa Glori, zona Parioli, e anche qui entrambe le cancellate sono spalancate. Questa volta evitiamo di entrare e ci spostiamo verso ovest, diretti alla piccola e graziosa villa Sciarra che però, alle 23.15, con quella sua grossa cancellata di ferro che si apre sul buio, senza nemmeno un lampione acceso, è tutt’altro che graziosa: sembra piuttosto un giardino degli orrori in cui tutto può succedere. Dopo un veloce salto a villa Fiorelli, dove l’ingresso spalancato permette a diversi senzatetto di stendersi comodamente sulle panchine per passare la tiepida notte primaverile, giungiamo al parco di villa dei Gordiani, su via Prenestina. Il cancello è aperto, così decidiamo di addentrarci. Dopo qualche passo incerto, dall’oscurità sentiamo un improvviso calpestio, seguito da alcune incomprensibili parole che suonano minacciose. Dietrofront in un nanosecondo e via veloci verso la vicina villa De Sanctis, il cui parcheggio, almeno, è popolato da coppiette appartate in automobile. Nonostante siano le due di notte, anche qui il cancello è spalancato e un profondo senso d’insicurezza inzia a prendersi gioco di noi. L’unica certezza, in questo breve viaggio notturno, è la consapevolezza che la gestione del verde pubblico capitolino è nel caos più totale. Una situazione peggiorata dopo lo scandalo Mafia Capitale che ha costretto l’Amministrazione a rivedere i servizi affidati alle coop. e alle società multiservizi, alcune delle quali si occupavano, appunto, della guardiania delle ville storiche. Ad oggi, dunque, le gare sono state sospese e i nuovi appalti non ancora assegnati. A ciò si aggiunga che la Multiservizi del Comune, demandata proprio alla gestione del verde, a fine anno dovrà essere chiusa. Ecco il risultato.
Nessuno chiude più le ville storiche
Multiservizi nel caos dopo Mafia Capitale. E i parchi restano senza custodi
