Roma Capitale

Accoltella moglie e figlia di 6 anni mentre dormono

Sedici fendenti contro la bambina La madre le fa scudo col suo corpo

TIVOLI «Ho pensato solo a mia figlia». Queste le parole sussurrate dalla donna di 44 anni ripetutamente accoltellata la scorsa notte a Tivoli dal marito che dopo aver inferto anche 16 colpi sul corpicino della loro bimba di sei anni ha cercato di togliersi la vita. Forse all’origine del gesto uno stato depressivo dovuto a problemi economici. La bambina, che avrebbe subito chiesto notizie del suo papà, si trova ora in prognosi riservata sotto le cure dei medici dell’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli ma non sarebbe in pericolo di vita. Insieme a lei c’è la sua mamma che ha riportato diverse ferite sul petto, sotto le costole, sul braccio e sulla mano. Per lei trenta i giorni di prognosi. Ancora non si sa cosa possa aver spinto l’uomo, 49enne promotore finanziario, a compiere questo gesto. Né gli investigatori e né il magistrato sarebbero riusciti ieri a parlare con lui che per tutto il giorno, dal momento del suo arresto, non avrebbe detto neanche una parola. Sul posto a cercare di ricostruire quanto accaduto, grazie anche ai racconti dei testimoni, gli investigatori del commissariato di Tivoli diretti da Maria Chiaramonte e gli agenti della scientifica che per tutta la mattina hanno eseguito i rilievi nell’appartamento di Largo Saragat dove sono avvenute le aggressioni. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che il 49enne, Francesco M., alle prime luci dell’alba abbia raggiunto la moglie e la figlia che dormivano insieme in un’altra stanza per i problemi di insonnia di lui, e, armato di un piccolo coltello preso dalla cucina, abbia per prima colpito la moglie che per istinto si è gettata a coprire e proteggere la figlia che le era accanto. I colpi hanno comunque raggiunto la piccola. La donna sarebbe riuscita però a sottrarsi dalla furia omicida del marito e a chiedere aiuto ai vicini già svegliati dalle urla. Le vittime sono state così soccorse dai condomini che hanno fatto sdraiare la piccola su un divano ed hanno allertato immediatamente il 113. Nel frattempo un vicino era corso nell’appartamento del 49enne trovato in procinto di togliersi la vita gettandosi nel vuoto. Grazie all’intervento tempestivo dei suoi vicini che lo hanno preso in tempo per i piedi Francesco M. è stato subito arrestato dagli agenti intervenuti ma non avrebbe mai aperto bocca, neanche mentre accoltellava la moglie e la figlia. Dopo essere stato accompagnato all’ospedale tiburtino perché sotto shock e in forte stato di agitazione, l’uomo è stato portato nel carcere di Rebibbia. Per lui l’accusa è di duplice tentato omicidio e lesioni aggravate. Sarebbero stati problemi economici a far cadere in depressione l’uomo, che sarebbe stato anche vittima di una truffa. Nel quartiere c’è forte sgomento per quanto accaduto. «Sono sempre state brave persone, gentili – così raccontano i vicini – nessuno avrebbe mai immaginato che potesse accadere una simile tragedia».

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