Presentato dal sindaco Marino nel luglio 2014 come «uno degli snodi centrali del piano messo a punto per rafforzare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti», il supertritovagliatore di Rocca Cencia è fermo da gennaio e, per il momento, ha rappresentato solo un costo per Roma: 200mila euro come canone di affitto fino ad oggi, 450mila nei prossimi mesi considerato che Ama ha deciso di acquistarlo. Manca ancora il nullaosta regionale, che è anche la ragione per cui ieri Marino ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente autorizzando proprio a Rocca Cencia il trattamento delle quantità che, in alternativa, resterebbero in strada. Sulle responsabilità di questa nuova emergenza immondizia le tesi divergono. Da un lato, sindaco e assessore all’Ambiente hanno scaricato le colpe sul Colari del «monopolista» Cerroni: «Il flusso indirizzato agli impianti di Colari mediamente prossimo alle 1.300 tonnellate giornaliere - si legge nell’ordinanza - ha subito un repentino calo a 900 tonnellate, ed anche l’impianto di tritovagliatura sempre del Colari a Rocca Cencia ha ridotto la disponibilità dei conferimenti limitandoli al di sotto delle 700 tonnellate al giorno rispetto alla potenzialità autorizzata di 1.280 tonnellate». In altre parole, la lavorazione di una quantità inferiore di rifiuti rispetto a quanto previsto avrebbe rallentato i giri di raccolta su strada e quindi contribuito a sporcare anche l’immagine di Ama, che pure aveva annunciato nei giorni scorsi possibili disagi «a causa della chiusura per manutenzione degli impianti di conferimento del Nord». Su tutt’altra posizione il Colari, che riporta dati diversi: «A febbraio, marzo e aprile 2014 Rocca Cencia ha ricevuto 74mila 620 tonnellate, contro i 37mila 052 di febbraio, marzo e aprile del 2015: il Colari ha denunciato ad Ama il fatto che eravamo stati obbligati a ridurre precipitosamente un turno di lavoro con conseguente licenziamento del personale addetto, abbiamo anche chiesto spiegazioni ma nessuna risposta è pervenuta» mentre «gli altri due impianti di Malagrotta continuano a funzionare a pieno regime». Nel mezzo, si inserisce il sindaco Marino, che ieri ha appunto autorizzato il trattamento delle volumetrie eccedenti, fino a 200 tonnellate al giorno, nel sito di Rocca Cencia di proprietà Ama. Inaugurato a luglio 2014, quando ancora una volta in città si respirava l’emergenza immondizia, ha lavorato in totale 2mila 300 tonnellate di rifiuti, neanche 383 al mese, fino al gennaio scorso, quando si è fermato essendo "scaduta" la prima ordinanza semestrale del sindaco. Si attendevano, infatti, due distinte determinazioni regionali: la prima, giunta soltanto il 30 aprile, riguardava l’autorizzazione dell’impianto, la seconda - che potrebbe tardare ancora 60 giorni - la sua localizzazione a Rocca Cencia. Intanto Ama ha reputato conveniente passare dall’affitto alla proprietà del macchinario: 200mila euro già pagati, 450mila per l’acquisto da corrispondere nei prossimi mesi.
Ordinanza contro l’emergenza
Il sindaco costretto a «forzare» il tritovagliatore non autorizzato
