Una "truffa" ai danni dei romani e di tanti imprenditori che si ritrovano in mezzo al guado dopo aver investito centinaia di migliaia di euro, spesso a vuoto. Un quadro eterogeneo quello dei Punti Verde Qualità, aree di proprietà del Comune concesse negli anni 2000 a privati con l’impegno di attrezzare parchi e giardini grazie a mutui bancari, i cui importi (circa 360 milioni) sono stati garantiti dal Campidoglio attraverso fidejussioni al 95%. Proprio per questo, l’assessore capitolino alla Legalità, Alfonso Sabella, ieri ha annunciato in Commissione congiunta Bilancio e Ambiente l’imminente approdo in Assemblea Capitolina di una delibera che preveda sostanzialmente tre punti: la revisione del regolamento dei Pvq, una maxi-sanatoria per la maggior parte degli abusi e delle forzature ai progetti e la ridiscussione dei mutui in essere, con l’abbattimento dei tassi e la dilazione delle rate. Per tutti, o quasi. Perché ieri Sabella e il direttore del Dipartimento di scopo, Giovanni Serra, hanno anche reso nota una prima "black-list" di 11 Pvq vicini a subire la revoca delle concessioni, i cui importi di debito residuo ammontano a circa 121 milioni di euro, «soldi di dubbia esigibilità». Lista molto contestata dai concessionari, presenti in Commissione, perché accomuna impianti fermi per inchieste e arresti, come Parco Feronia e Spinaceto Sud, a realtà già aperte e funzionanti come Madonnetta e Olgiata. Resta comunque la volontà di "salvare capra e cavoli". Come rivelato ieri da Il Tempo , i mutui a pesare sulle casse del Comune ammontano in totale a 260 milioni e, in qualsiasi caso, quei soldi a Bcc e Credito Sportivo andranno restituiti. Non solo. Ci sono realtà che hanno subito notevoli ritardi da inchieste giudiziarie ormai superate. È il caso del Pvq di Tor Sapienza, in fase di costruzione, ma soprattutto del Parco Kolbe, aperto, che conta alcune migliaia di iscritti e i cui gestori aspettano solo di essere messi nelle condizioni di onorare i propri impegni: «Abbiamo realizzato una struttura importante e funzionale - afferma Carlo Sbrenna - Ora attendiamo risposte dal Comune». Infine, ben 41 Pvq non sono mai partiti nonostante cospicui investimenti iniziali. «Qui i veri truffati siamo noi - dice il presidente dell’Associazione Pvq, Orlando Galimberti - Quella black-list è carta straccia». E in effetti le responsabilità del Comune in tutta la storia non sono state nascoste da Sabella, che ha ricordato gli arresti di due funzionari pubblici. «Ci sono stati atti con firme false - racconta - aree individuate che in alcuni casi non erano nemmeno del Comune, piani finanziari con superficialità incredibile e permessi per strutture commerciali che poco hanno a che vedere con l'obiettivo che ci si era posti». Dall’opposizione, l’appello di Ignazio Cozzoli (Forza Italia): «Le revoche non servono a nulla. La delibera sia scritta insieme ai concessionari».
Sanatoria per i Punti verdi qualità
L’assessore Sabella: per quelli della black-list revoca delle concessioni
