Roma Capitale

«Io, costretta a imparare il karate»

«Intorno a noi c’è il vuoto. Non c’è sicurezza. Io sono stata costretta a imparare le arti marziali: rafforza l’autostima e mi difendo meglio»

«Intorno a noi c’è il vuoto. Non c’è sicurezza. Io sono stata costretta a imparare le arti marziali: rafforza l’autostima e mi difendo meglio». Eliana, anche lei della Cooperativa 3570, 42 anni di età, da quattordici al volante di un taxi, ha il suo modo per tenere alla larga i balordi. Ogni giorno guida nel pandemonio della Capitale soffocata dal traffico. E contro la violenza ha preso le sue contromisure. «Lo voglio dire subito. La collega ha vissuto una esperienza drammatica, terribile, ha tutta la mia, la nostra solidarietà. Questa persona deve essere presa e condannata in modo esemplare. Abbiamo bisogno di certezza della pena. Non si può andare avanti così». Conosce la vittima? «Di vista, ci siamo incontrate in qualche riunione». Cosa le direbbe? «Ognuno ha il suo percorso. Il modo in cui si vivono le esperienze è personale, nessuno può dare consigli. Ma bisogna rimettersi in piedi». Lei ha mai subito rapine? «Anche io mi sono trovata in situazioni di pericolo». Ha mai usato il pulsante antirapina che avete a disposizione? «No, non sai mai come comportarti, come sei minacciato. Dipende anche dalla reazione dell’individuo: se sei di fronte a un taglierino, se ti puntano una pistola». C’è solidarietà tra voi colleghe? «In tutta Roma siamo 500 su ottomila. Tra colleghe c’è molta solidarietà. Tutti sappiamo cosa significa stare in mezzo alla strada». Se il problema sicurezza è così sentito, in che modo intendete affrontarlo? «Tempo addietro la città non era così violenta. Le cose sono cambiate. Oggi il territorio è poco controllato. Ci stanno installando delle telecamere a bordo. Sono un deterrente. Sapere che si sale su una vettura dove le immagini sono registrate può portare il malintenzionato a desistere». Ha paura? «Non le nascondo che adesso starò molto più attenta di prima, la paura mi accompagnerà quotidianamente. Tra di noi ci aiutiamo. Amo la mia città e vorrei che fosse sicura. Queste cose non si devono ripetere, non si devono più ripetere, bisogna adoperarsi perché non accadano più. Le forze dell’ordine devono essere più collaborative con noi».

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