Roma Capitale

Gualtieri e la campagna lanciata in anticipo

Evento per il bis a sindaco a novembre. Proprio ora che Conte lo tira in ballo come “federatore”

7 novembre all’Auditorium Conciliazione. È questa la data che, secondo quanto il Campidoglio ha fatto trapelare ieri pomeriggio, darà il via alla campagna elettorale di Roberto Gualtieri per il bis da sindaco di Roma.

Inutile dire che il primo cittadino dem, già ministro del Tesoro nel governo Conte bis, è partito da un pezzo. Tanto per dirne una, risale a novembre 2025 il lancio della piattaforma di sostenitori dal titolo inequivocabile: «Per Roma con Gualtieri». C’era bisogno di un’accelerata proprio ora, senza neanche una data certa per le comunali?

Guarda caso, però, è arrivata proprio mentre Gualtieri viene evocato come quel «terzo nome» in grado di imporsi tra Conte e Schlein per la guida della coalizione. Un «terzo nome» fatto dal leader del Movimento 5 Stelle alla segretaria del Pd e che da questa sarebbe stato rifiutato.

Giusto ieri, peraltro, l’ex premier ha negato di aver citato proprio Gualtieri, ma ormai la frittata nel Pd è fatta. Ed ecco i vicinissimi del primo cittadino mettere le mani avanti con l’annuncio di un evento che lo inquadra esclusivamente come candidato sindaco, senza velleità di insidiare la leadership nazionale.

Si mormora anche di una riunione con la maggioranza a Palazzo Senatorio in cui Gualtieri in persona avrebbe assicurato di voler (solo) correre per il Campidoglio, lasciando intendere che il secondo mandato durerà tutti e cinque gli anni.

Fandonie quelle messe in circolo da chi sospetta il contrario, richiamando il precedente di un illustre predecessore, quel Walter Veltroni che, nel 2008, ottenuta la rielezione si è dimesso per guidare il neonato Partito democratico.

Una ricostruzione che quadra, secondo i maliziosi, con le iniziative dal respiro nazionale che Gualtieri ha promosso negli ultimi mesi. Una su tutte il raduno dei sindaci, tra cui il napoletano Gaetano Manfredi, dello scorso 15 settembre in Campidoglio alla presenza di Massimo D’Alema (titolo: «Governare le città, governare l’Italia»).

Ora però, dopo che Conte ha sparigliato le carte mettendo in difficoltà la segretaria Schlein, un chiarimento era d’obbligo: il sindaco vuole fare il sindaco e non vuole essere tirato per la giacchetta.

Certo, questa campagna elettorale anticipata potrebbe donargli ancora più visibilità, mentre il campo largo somiglia sempre di più a una palude.

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