Sono le consulenze esterne il nodo investigativo dietro il supposto scandalo Atac. Il fascicolo d’indagine è esplosivo, perché riguarda remunerazioni d’oro a professionisti legati a doppio filo con la politica capitolina. La somma erogata dall’Ente controllato dal Comune di Roma è in corso di definitiva quantificazione, ma si dovrebbe aggirare attorno ai 2 milioni di euro. L’indagine dei pm Alberto Pioletti e Laura Condemi segue un doppio binario investigativo. Da una parte ci sono le erogazioni di Atac a società riconducibili ad Antonio Cassano, ex direttore generale della municipalizzata, e a Gioacchino Gabbuti, ex amministratore delegato. Dall’altra, invece, diverse consulenze che sarebbero state concesse sotto la direzione di entrambi e che ammonterebbero a un paio di milioni di euro. Denaro che - secondo l’assunto accusatorio - sarebbe stato dato per consulenze fantasma a professionisti vicini alla politica romana della precedente amministrazione, sotto la guida dell’ex sindaco Gianni Alemanno, finito nell’indagine Mafia Capitale. Un’ipotesi, quella dello sperpero di denaro pubblico, che potrebbe aprire le porte a un ulteriore procedimento della procura della Corte dei conti. I due pm, comunque, attendono il deposito dell’informativa conclusiva del Nucleo di polizia tributaria della Finanza. Solo dopo saranno tirate le somme dell’indagine, con la notifica della chiusura indagini, atto giudiziario essenziale per la successiva richiesta di processo. La posizione di Cassano e Gabbuti, invece, sarebbe ben «cristallizzata» negli atti. I due ex manager avrebbero ottenuto denaro da Atac per attività varie, come la valutazione del personale. Il ricavato, poco meno di 2 milioni di euro, sarebbe stato depositato su conti correnti a San Marino. Un modo, stando a quelle che sono le ipotesi investigative, per finanziare la politica. C’è da dire, però, che allo stato il denaro scovato a San Marino non avrebbe avuto questo scopo, ma sarebbe stato nella diretta disponibilità dei due ex funzionari della società pubblica. Cassano e Gabutti sono accomunati nella vita lavorativa e negli affari da molti punti di vista. Hanno lavorato insieme all’Acquedotto pugliese, prima di approdare a Roma. Entrambi sono stati scelti dalla Giunta Veltroni ai vertici dell’azienda del trasporto pubblico locale e poi riconfermati da quella Alemanno.
Consulenze Atac, nel mirino 2 milioni di euro
Il fascicolo riguarda remunerazioni d'oro a professionisti "legati a doppio con la politica capitolina"
