Roma Capitale

Altri 30 finti poveri nel campo rom

A Castel Romano famiglie con conti correnti da 400 mila euro ciascuno

Mentre nel campo attrezzato di Castel Romano fervevano i preparativi per l’Ederlezi, la festa rom che celebra la primavera nel giorno di San Giorgio, vigili urbani, carabinieri, poliziotti e uomini della forestale hanno stanato e sgomberato altri 30 finti poveri sistemati nei moduli abitativi con le tasche gonfie d’oro. I tre nuclei familiari avevano in banca conti correnti fino a 400mila euro ognuno. Televisori al plasma e antenne paraboliche sono tuttavia le poche prove dei risparmi accumulati grazie ad una vita «esentasse» trovati dagli agenti del gruppo Sicurezza Pubblica Emergenziale nel campo rom. Immondizia ovunque, rifiuti e rottami ferrosi: perfino macchine bruciate ed una targa di un’auto rubata per la quale una donna è stata denunciata con l’accusa di ricettazione. «Essere circondati da rifiuti porta bene – hanno spiegato i finti indigenti ai vigili - significa che hai consumato molto ed è di buon auspicio per una vita ricca». Perfino i moduli abitativi, dove vivono a spese dell’amministrazione pubblica i rom non sempre indigenti, sono stati ridotti in condizioni pietose a meno di un anno dalla consegna. Non tutti quelli chiusi con i sigilli e destinati a veri bisognosi potranno essere riutilizzati. Appena una settimana fa, nello stesso insediamento, gli agenti della Polizia Locale avevano sfrattato altri 43 ricconi, liberando e bonificando 5 container che dovranno essere riassegnati dal dipartimento alle Politiche Sociali. Il campo di Castel Romano, dal quale proviene la maggior parte dei minorenni fermati per borseggio in metro, sarà di nuovo visitato dalle forze dell’ordine nelle prossime settimane per verificare il mantenimento dei sigilli e l’esistenza di altri finti poveri. Intanto l’associazione 21 Luglio, nel rapporto «Centri di raccolta spa», ha messo nero su bianco il costo spropositato che l’amministrazione capitolina ha pagato per accogliere 242 famiglie nei sette centri di raccolta rom distribuiti nei vari quadranti della città. Otto milioni di euro la somma spesa per ospitare gli ormai non più nomadi nei villaggi attrezzati di via Salaria, Best House Rom di via Visso, via Amarilli, via San Cipirello, via Torre Morena, via Toraldo e dell’ex Fiera di Roma. Con una spesa annua a nucleo familiare di circa 33 mila euro. «In totale per i sette centri - sottolinea l'associazione di Carlo Stasolla – il Comune di Roma nel 2014 ha speso il 29,8 per cento in più rispetto a quanto stanziato l'anno precedente, fondi assegnati per la quasi totalità a enti e cooperative tramite affidamento diretto e senza bando pubblico». «Il buono casa potrebbe essere fruibile anche dai rom – spiega l’assessore alle Politiche Sociali, Francesca Danese - Non è detto che una persona non possa uscire dai campi, trovare lavoro e avere una casa. Per questo passaggio però c'è bisogno di una ulteriore delibera, visto che il buono era stato pensato per la fuoriuscita dai residence delle famiglie che vivevano al loro interno».

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