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Atac

Presidio Usb con sit-in per gli autisti licenziati

«No al licenziamento dei dipendenti, licenziamo i dirigenti». Questo lo slogan scritto sugli striscioni e urlato da un nutrito gruppo di lavoratori Atac che ieri mattina manifestavano davanti alla sede della municipalizzata, in via Prenestina. Ad organizzare il sit-in è stato il sindacato Usb: l’intento era quello di prendere spunto dal licenziamento di 4 autisti "assenteisti" per attaccare la dirigenza e chiedere che non venisse leso il "diritto ad ammalarsi". Secondo il report fornito da Atac, i quattro autisti hanno totalizzato oltre 900 giorni di assenze, di cui più 600 per malattia nel periodo dal 1 gennaio 2013 al 12 aprile 2015. Il picco individuale è stato di 403 giorni di assenza - di cui 239 per malattia. A capo della protesta, il rappresentante di Usb, Walter Sforzini. «Non abbiamo le carte per affermare che quei colleghi meritassero o no il provvedimento disciplinare – afferma – noi vogliamo soltanto porre all’attenzione dell’opinione pubblica una dirigenza che non tutela l’immagine dei suoi lavoratori e, quindi, la sua di immagine». Sforzini punta il dito contro i vertici di Atac: «Questa è un'azienda con un bilancio disastroso - spiega - nel 2013 ha avuto una perdita di 219 milioni di euro e l'anno dopo quegli stessi dirigenti si sono divisi un premio additivo, nonostante il fallimento. E poi vogliono farla pagare ai lavoratori». Secondo l'Usb l'annunciato piano industriale dell'Atac significherà soltanto nuovi tagli: «Scompariranno 19 milioni di chilometri di corse che porterà il taglio di intere linee di trasporto. Il 40% delle vetture non riesce neppure a partire e rimane chiuso in rimessa perché manca il personale per la manutenzione e anche i ricambi. Tutto questo viene fatto ricadere sui cittadini e sui lavoratori Atac. Questo mentre continuano le consulenze esterne che l'azienda continua a mantenere e che sono costosissime». Secondo Sforzini «il provvedimento di licenziamento dei 4 dipendenti sarebbe soltanto il primo di altre iniziative simili da parte dell'azienda».

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