Roma Capitale

Il Mitreo sotto il cuore di S. Stefano

Scorre sotto il cuore sacro di Santo Stefano Rotondo, dal quale prende il nome. Si tratta del mitreo, luogo di culto, risalente al II a.C., di Mitra, dio pagano proveniente dall'area dell'antica...

Scorre sotto il cuore sacro di Santo Stefano Rotondo, dal quale prende il nome. Si tratta del mitreo, luogo di culto, risalente al II a.C., di Mitra, dio pagano proveniente dall'area dell'antica Persia. E non è un caso che la chiesa sia dedicata proprio a Santo Stefano. Egli, infatti,fu il primo martire cristiano lapidato dai giudei su istigazione del Sinedrio intorno all'anno 35 d.C. Questo strano matrimonio archeologico fra il divino e il miscredente oggi è visitabile per metà. Il mitreo infatti è chiuso e nessuno sa dire quando riaprirà. I motivi che hanno portato alla chiusura di questo sito sono frammentari. Il mitreo, venuto alla luce durante gli scavi effettuati tra il 1973 e il 1975, sorge proprio sotto al pavimento della chiesa. Durante gli scavi furono ritrovate alcune strutture facenti parte del grande complesso dei Castra Peregrinorum, la caserma degli eserciti provinciali distaccati a Roma. I resti dei Castra sono presenti anche al di sotto dell’adiacente complesso ospedaliero del Calvary Hospital.Nel momento della sua realizzazione, intorno al 180 d.C., il mitreo occupò inizialmente un ambiente di forma rettangolare piuttosto ridotto, di circa 4 metri per 10; nel secolo successivo l’abbattimento di un muro permise di raddoppiarne le dimensioni, tali da fargli assumere una forma quasi quadrata. Lungo le pareti lunghe furono costruiti due podi, sui quali prendevano posto i seguaci, mentre sulla parete di fondo trovò posto un altare con edicola all’interno della quale si trovava la raffigurazione a rilievo in stucco dorato della tauroctonia (uccisione del toro) da parte del dio.Raffigurati invece tramite affresco vi erano, ai lati dell’edicola, le rappresentazioni della Luna e del Sole. Solo la prima è ancora visibile. Il mitreo fu abbandonato repentinamente, probabilmente a seguito di una devastazione violenta dello stesso, destino purtroppo comune ad altri edifici adibiti allo stesso culto.

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