Roma Capitale

Spa e ristorante garantiti fino al 2022

Davide Di Santod.disanto@iltempo.it Al bar del To Live Sport Center c’è un bel cartello che recita: «Si avvisano i signori soci che, per lavori di ristrutturazione e ampliamento, dal 30 aprile all’...

Al bar del To Live Sport Center c’è un bel cartello che recita: «Si avvisano i signori soci che, per lavori di ristrutturazione e ampliamento, dal 30 aprile all’8 maggio il servizio bar verrà fornito all’interno del RistoLive». Cresce, il centro sportivo di via Aristide Leonori, sulla Cristoforo Colombo. Ben 16mila metri quadri con palestre, piscine, tre campi da calcetto e sei da tennis, un palazzetto polifunzionale, un centro benessere con spa e hammam, il suddetto bar e un ristorante che propone tra l’altro brunch a tema e menù regionali per soci e non. Un impianto sportivo di proprietà del Comune di Roma e assegnato in gestione nel 2004 alla Sport 2000 per ben 15 anni a partire dal 2007, anno di avvio della concessione, e dal quale le casse capitoline riscuotono appena 5.584,80 euro l’anno. Nota curiosa a margine: all’epoca l’amministratore unico della Sport 2000 era Bruno Campanile, lo stesso che in seguito avrebbe guidato proprio il Dipartimento Promozione sportiva e gestione impianti, circostanza ricordata pochi giorni fa dal consigliere comunale Imma Battaglia (Sel) in Commissione Razionalizzazione spese. E così, mentre il centro sportivo cresceva negli anni con nuovi campi e strutture, l’affitto stabilito dalla disciplinare di concessione rimaneva uguale a se stesso. Nulla di illecito, va detto, ma lo squilibrio tra quanto viene versato nelle casse comunali e il giro di affari cresciuto intorno all’attività del concessionario è evidente, tra «serate hammam tutte al femminile» e aperitivi nel solarium. Per Mario Fiorelli, responsabile della comunicazione del To Live Sport Center, lo squilibrio in questione non esiste. «Questo è un impianto di proprietà comunale ma non l’ha fatto il Comune, l’ha costruito il concessionario che ci paga quasi 500mila euro di mutuo l’anno - spiega Fiorelli - e poi continuiamo ad avere le tariffe comunali per quanto riguarda scuola nuoto, scuola tennis e l’affitto campi. Certo, se chi viene vuole fare più cose, andare il ristorante, frequentare la spa, paga quanto dovuto». Alla base di tutto c’è il regolamento comunale in materia che prevede, quando un progetto di ampliamento o miglioria proposto dal concessionario viene approvato dalla Giunta, l’estensione automatica della concessione fino alla fine dei lavori con il «congelamento» del canone di locazione. In questo caso il termine stabilito dall’analisi tecnica - che valuta progetti, opere, finanziamenti... - andrebbe ben oltre il 2022. Dopo di che il canone potrà essere adeguato alla struttura anche per quanto riguarda eventuali spazi adibiti ad attività commerciali. «Prima c’erano solo campi da tennis abbandonati - continua Fiorelli - la questione non è se è giusto o sbagliato il canone che paghiamo, la realtà è rispettiamo il regolamento e non siamo morosi. Il ristorante? Ci serve per pagare il mutuo altrimenti il progetto non si sosterrebbe. È normale. Qui c’è gente che lavora e non c’è nessuna speculazione. Ci sono altri che non pagano né il canone né il mutuo che hanno acceso».

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