Ignazio Marino e Raffaele Clemente tolgono i vigili dalle periferie. Ma il progetto fa scattare la rabbia dei presidenti di Municipio. Approfittando della "emergenza" Giubileo, infatti, potrebbe andare presto a dama l’ipotesi di riforma paventata da tempo dal Comandante della Polizia Locale, che entro l’anno ha in mente di effettuare una sostanziosa fusione dei gruppo territoriali del Corpo. Questo significa che i 15 gruppi (nei fatti sono ancora 19) diventerebbero soltanto 4 e verrebbero completamente slegati dalle direttive dei minisindaci. Non solo. Il Comando, in questa maniera, potrebbe disporre autonomamente dei circa 6000 agenti sul territorio capitolino e delle volanti, da un lato destinando più uomini a servizi particolari, ma dall’altro lasciando scoperti i territori ancor di quanto non avvenga tutt’ora. La classica coperta corta che scontenta tutti. I presidenti di Municipio, in tutto questo, ad oggi non sarebbero stati informati (ufficialmente) di quanto sta avvenendo. Il coordinamento con la Polizia Locale resta una delle poche, reali funzioni dei parlamentini, con le mani legate da bilanci minimal e un decentramento dei poteri che tarda ad arrivare. Da 15 giorni, il sindaco Marino non risponde agli appelli lanciati dalla coordinatrice dei minisindaci, Cristina Maltese, presidente i Monteverde-Pisana. «Dopo due settimane di silenzio - afferma - sono tornata a chiedere una riunione urgente al primo cittadino. Eliminare i gruppi di Polizia Locale è sbagliato, significherebbe togliere gli agenti dal territorio. Abbiamo municipi grandi come importanti città italiane, non possiamo permetterci di lasciarli nel caos». Molto critico il presidente dell’Eur, Andrea Santoro: «Tolta la Polizia Locale cosa ci resta? Gli schiaffi in faccia ricevuti dai cittadini - afferma contrariato - Solo che a questo punto dovrebbero andarci loro a beccarsi gli insulti. Il fatto di avere i municipi della stessa coalizione politica della Giunta, non giustifica l’amministrazione comunale a decidere in autonomia senza coinvolgere i territori. Perché qui non abbiamo l’anello al naso». Fra i più arrabbiati, anche Maurizio Veloccia, minisindaco di Marconi-Portuense: «L’amministrazione non risponde ai giornalisti - ironizza - per lo meno rispondesse agli eletti. Che poi sono i rappresentati dei cittadini. Invece siamo sempre gli ultimi a sapere le cose». Il colpo finale lo dà Andrea Catarci, presidente di Garbatella-San Paolo e in quota Sel: «Si sta procedendo al contrario rispetto a quelle che erano le premesse - spiega - L’estremo sarebbe chiedere che i gruppi diventi una unità organizzativa del municipio e che rispondano al Comando soltanto per quello che riguarda gli indirizzi di principi generali. Sapevamo sarebbe stato difficile arrivare a tanto, ma da qui a togliere ai municipi la possibilità di dare direttive alla Polizia Locale, sinceramente ci sembra davvero troppo».
Vigili tagliati, solo quattro gruppi
La coppia Marino-Clemente approfitta dell’emergenza Giubileo
