Roma Capitale

Censis, 8 residenti su 10 sono soddisfatti di vivere nel Lazio

I più felici sono i reatini (82%) e i romani (80,5%), sia giovani (77,9%) che "anziani" (82,8%). Zingaretti: "Leggere questa indagine ci ha dato una grande soddisfazione"

"Questa ricerca non è solo un'occasione per ragionare ma è un supporto a politiche che possiamo portare avanti. L'Expo è la grande occasione per ridare un'identità a questo Lazio". Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha commentato così la ricerca presentata dal Censis "Il Lazio verso Expo 2015". Otto cittadini laziali su dieci sono soddisfatti del luogo in cui vive (il 15,7% lo è molto, il 63,8% abbastanza). I più felici? Reatini (82%) e romani (80,5%), sia giovani (77,9%) che "anziani" (82,8%). I "cervelli in fuga" sono una minoranza. Il 54,8% dei laziali decidono di rimanere nella regione di residenza. Anzi, "non andrebbero via anche se ne avessero la possibilità". Il 26,5% non si muove perché è convinto che il comune del Lazio in cui vive è un luogo in cui "si vive meglio che altrove". Il 28,3% perché "non potrebbe vivere altrove", in quanto legato alle proprie radici. "Leggere questa indagine- ha aggiunto Zingaretti- ci ha dato una grande soddisfazione e ci riempie di grande responsabilità perché questo Lazio, che ha un Pil superiore a quello dell'Ungheria e pari a quello del Portogallo, chiede alla politica di essere utile. Dobbiamo costruire un nuovo modello di sviluppo per rendere competitivo questo territorio". Che non deve essere più Romacentrico: "Vogliamo chiudere a un'idea che si è costituita di una periferizzazione dello sviluppo, per cui il cuore delle funzioni pregiate era a Roma e intorno funzioni marginali- ha spiegato Zingaretti- Noi passiamo dalla periferizzazione a un sistema policentrico fatto di più poli integrati". Non a caso una delle grandi novità della ricerca è questo straordinario totem di un rapporto sano tra Roma e i suoi territori. Sappiamo quante volte questo è stato un tema irrisolto di odio e amore". E poi Zingaretti ha sottolineato "questo mix tra tradizione e innovazione tecnologica: nell'area geografica regionale c'è la più grande concentrazione del mondo di storia e antichità e di innovazione tecnologica. In nessun luogo convivono il capitello e il chip in maniera geograficamente così vicina. Riguardo alla crisi, il Lazio si configura come una regione "positiva, che si vuole bene": il 55% si dichiara ottimista, il 18,8 indifferente. Le speranze per il futuro? Più turisti (42,5%), più stranieri che lavorano (28,8%), più spazio per le tipicità locali (22,7%), più iniziative culturali (19,6%). Ci si aspettano anche più imprese e più investimenti stranieri (17,1% e 15,4%). Per i laziali bisognerebbe puntare sul mondo del turismo (52,8%), sulle eccellenze (26,6%), sui circuiti culturali (17,3%) e la green economy (16,3%). Scondo il governatore: "La nostra sfida è non seguire le sirene che declinano l'innovazione come la rimozione di alcuni punti di forza ma capire come qui si pensa un modello di sviluppo originale e che coglie queste due opportunità". Il lavoro del Censis per il presidente della Regione rappresenta "un grande aiuto per capire la strada per andare più veloci. L'Expo è un acceleratore di scelte strategiche compiute e abbiamo l'orgoglio di dire che le suggestioni che lo studio Censis ci lancia sul rafforzamento di questo modello di sviluppo sono credibili e possibili".

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