Roma Capitale

Fece sfigurare l’ex. Dovrà essere giudicata

L’infermiera trentenne sembrava un angelo biondo. Dietro il candido viso di Simona Cristiano però, si sarebbe celato un carattere crudele e vendicativo. La donna infatti non si sarebbe fatta...

L’infermiera trentenne sembrava un angelo biondo. Dietro il candido viso di Simona Cristiano però, si sarebbe celato un carattere crudele e vendicativo. La donna infatti non si sarebbe fatta scrupoli nell’assoldare due individui che avevano sfigurato con l’acido Daniele C., il collega 33enne di cui la donna si era invaghita. Un amore non corrisposto che aveva trasformato il ragazzo in una vittima e che adesso ha portato la mandante di quella violenza a essere rinviata a giudizio su richiesta del sostituto procuratore Eugenio Albamonte. Da quella conoscenza nata tra i corridoi dell’ospedale Vannini era nata una breve relazione ma dopo qualche settimana l’infermiere voleva troncare il rapporto. La donna cercava di riconquistare il collega con regali costosi, poi pedinando l’uomo e infine minacciandolo. L’imputata si era anche procurata 10 schede telefoniche intestate a stranieri e con quelle aveva iniziato a molestare la vittima. Le denunce presentate dal ragazzo non avevano sortito nessun effetto e la situazione era degenerata quando il giovane aveva trovato l’auto incendiata. E in un pomeriggio dell’aprile 2013, mentre l’uomo aspettava il trenino in via Casilina in compagnia di due amiche, due individui su una moto lo colpirono con l’acido. Mentre il ragazzo era in ospedale per farsi curare quelle ferite che rimarranno indelebili sul suo volto alla sua utenza telefonica arriva un sms: «Ti manderò nel cimitero dove riposa tua madre». La ragazza venne indagata e raggiunta da un divieto di dimora a Roma ma le minacce continuarono: «Guarda sotto lo zerbino della porta», recitava un sms. L’uomo ci trovò tre proiettili di pistola. Dalle intercettazioni si capì che la donna voleva colpire ancora: «Dobbiamo sistemare la vicenda definitivamente, io gli buco la gamba. Andiamo con Caterina silenziosa e lo mandiamo sulla sedia a rotelle». E per farlo avrebbe contattato sempre gli esecutori materiali del primo delitto. Uno dei due si chiama Salvatore Lo Piccolo e ieri è stato rinviato a giudizio. Aveva già scontato una condanna 15 anni di carcere per aver ucciso l’ex compagna, nel 1999, a Palermo. Dopo essere stata arrestata, Simona Cristiano era stata scarcerata grazie alla legge svuotacarceri e così era tornata a molestare l’uomo e quindi era stata sottoposta a una nuova misura cautelare.

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