Cooperative «amiche» a cui gli ex amministratori degli Istituti Santa Maria in Aquiro concedevano affidamenti diretti per svolgere servizi di assistenza sociale per conto del Comune di Roma. Nel mirino della Procura non c’è solo la gestione del ricco patrimonio immobiliare dell’Isma, con appartamenti di pregio dati in affitto a prezzi di favore. Mercoledì scorso gli uomini della Guardia di Finanza hanno sequestrato tutta la documentazione sui «contributi pubblici a qualsiasi titolo percepiti e al loro successivo impiego». Al momento sono indagate 9 persone per abuso d’ufficio, tra cui Guido Magrini, ex presidente dell’Isma e attuale dirigente della direzione Politiche sociali alla Regione Lazio, Salvatore Doddi, vice presidente e ora segretario regionale dell’Idv Lazio, Carlo Testa, allora consigliere d’amministrazione, e l’ex segretario generale Maria Capozza. Il 21 gennaio 2014 la sezione di controllo per il Lazio della Corte dei conti aveva chiesto al cda un resoconto sui programmi di assistenza socio-sanitaria dell’Ipab per verificarne la sostenibilità e l’impatto sulle finanze regionali. Dal 2009 l’Isma ha ottenuto dal Comune di Roma la gestione di tre centri Alzheimer e di due assistenze domiciliari. «Il presidente Magrini e il suo vice Doddi - si legge nella denuncia presentata ai giudici contabili da una funzionaria - hanno fatto in modo che l’unica società di riferimento per la gestione dei tre centri fosse la cooperativa sociale Pegaso e hanno imposto che per tutto il 2012 il pagamento andasse in via anticipata. In tal modo Roma Capitale ha pagato l’Isma in base alle effettive presenze dei malati, mentre l’Isma ha pagato la cooperativa come se il centro fosse sempre pieno, supportando in tal modo le perdite. Ogni tentativo da me compiuto di espletare una gara non è andato a buon fine». Lo stesso discorso vale per la gestione dei centri d’accoglienza per anziani «Bruno Buozzi» e «Casa Vittoria», appaltati dall’Isma alle cooperative Meta e Cotrad per circa 120 mila euro ogni 4 mesi. «Mentre Doddi ha sempre tutelato solo Pegaso, Magrini ha condotto tutte le trattative con le tre cooperative - spiega la funzionaria - L’ex presidente ha anche inserito la coop "Il sentiero passo dopo passo" nella sede dell’Isma di via Val Cannuta per la gestione della "Cittadella del Sociale". Il referente di tale cooperativa è Leandro Bianchini, con un passato di narcotrafficante». Diversi fondi erogati dalla Regione all’Isma, sono poi stati girati dall’Isma all’associazione di promozione sociale "Vitattiva" (il cui presidente, Alfonso Rossi, è lo stesso della coop Pegaso) e alla cooperativa Auspicium, che a luglio 2013 ha ricevuto 40 mila euro con affidamento diretto. Alla direzione regionale Politiche sociali all’epoca c’era e ancora c’è oggi Magrini. Il nome del dirigente compare nelle intercettazioni dell’inchiesta Mafia Capitale. Il ras delle coop rosse del consorzio Eriches 29 Salvatore Buzzi lo definisce: "amico mio mio mio"», e sfogliando la delibera regionale che stanzia 16,5 milioni per l’emergenza abitativa aggiunge: «potentissimo lui Guido ha fatto questa cosa per noi!».
L’assistenza sociale alle cooperative «amiche»
Valeria Di Corrado Cooperative «amiche» a cui gli ex amministratori degli Istituti Santa Maria in Aquiro concedevano affidamenti diretti per svolgere servizi di assistenza sociale per conto del...
