«È ora di scommettere sulla Tunisia, per far sì che l'interesse italiano verso l'altra sponda del Mediterraneo non sia solo una vuota formula, e venga declinato in positivo». Reduce dal convegno Donne insieme sulle due sponde - Imprenditoria femminile Italo-Tunisina, Isabella Foglietta, presidente Donne impresa di Confartigianato imprese Roma, è soddisfatta dal successo dell'iniziativa cui hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Camera di Commercio di Roma Giancarlo Cremonesi e Jean Leonard Touadi, consigliere politico del viceministro degli Esteri Lapo Pistelli. Per l’iniziativa la Foglietta tiene a ringraziare «il mio presidente di Confartigianato Imprese Roma Mauro Mannocchi. La Tunisia dopo la Primavera Araba sta davvero cambiando? «Assolutamente sì, e come me la pensano i 500 imprenditori di 27 paesi del Mediterraneo che si sono incontrati al Forum di Ernst & Young sulla crescita del 16 e 17 aprile. E l'Economist che ha scritto che "la Tunisia funziona". Non è possibile che quando parliamo di Nord Africa citiamo solo brutture, guerre e fondamentalismo. C'è anche altro, e la Tunisia sta là a dimostrarlo, essendo il paese che dopo la Primavera Araba, lì chiamato Rivoluzione dei Gelsomini, sta cambiando più visibilmente». Migliora anche la condizione femminile, che a quelle latitudini è spesso problematica? «Guardi, il progresso tunisino non è cosa di oggi. La dichiarazione di indipendenza del 1956 ha comportato la parità legale tra uomo e donna. Oggi tocca a noi, donne (e uomini) italiane impegnate in politica e impresa, dare il nostro contributo. Nella Tunisia di oggi ci sono, dati alla mano, molte possibilità di rafforzare l'emancipazione femminile, Nella Tunisia di oggi ci sono, dati alla mano, molte possibilità di rafforzare l'emancipazione femminile, potenziando di conseguenza la crescita di quel paese e il suo rapporto con l'Italia.potenziando di conseguenza la crescita di quel paese e il suo rapporto con l'Italia. Basti pensare che dopo un 2011 in recessione e una crescita bassa nel 2012, il Pil tunisino è schizzato al 3,3% nel 2013, nel 2014 a un punto in meno ma con tendenza positiva nell'ultimo trimestre. Con quasi 11 milioni di abitanti, un'aspettativa di vita di 75 anni e una popolazione urbanizzata al 66%, abbiamo terreno fertile. Da quelle parti progrediscono anche legalità, partecipazione politica, stabilità delle istituzioni, organizzazione dei mercati, stabilità monetaria, proprietà privata e welfare. Ma ci sono anche criticità. Certo: riforme economiche ancora da fare, corruzione (noi ne sappiamo qualcosa), fatica nello star dietro ai competitor sul mercato globale, spesa pubblica da rivedere, settori a valore aggiunto ed energia da sviluppare, agricoltura da modernizzare. E il tasso di disoccupazione femminile tra i più alti al mondo. E tuttavia, oggi in Tunisia la maggior parte delle ragazze frequenta la scuola secondaria: nel 1980 erano meno di una su cinque. Il 29% dei giudici sono donne (in Inghilterra il 17%). In Parlamento le donne occupano il 35% dei seggi, e in Italia ci fermiamo al 30%».
Per la presidente di Donna Impresa «È ora di scommettere sulla Tunisia»
Pina Sereni «È ora di scommettere sulla Tunisia, per far sì che l'interesse italiano verso l'altra sponda del Mediterraneo non sia solo una vuota formula, e venga declinato in positivo». Reduce dal...